Nicaragua, il Parlamento approva la riforma di Ortega che esclude le opposizioni

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La riforma estende anche la durata dei mandati di deputati, sindaci e altri funzionari eletti, oltre che quelli dei vertici dell'Esercito e della Polizia. Così facendo, le prossime elezioni presidenziali sono attese nel 2028

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Il Parlamento del Nicaragua ha ufficialmente approvato in prima lettura la riforma costituzionale sostenuta dai co-presidenti, Daniel Ortega e la moglie Rosario Murillo, che impedisce ai partiti di opposizione di partecipare alle elezioni oltre ad allungare da sei a sette anni il mandato presidenziale. Non solo, perchè la riforma estende anche la durata dei mandati di deputati, sindaci e altri funzionari eletti, oltre che quelli dei vertici dell'Esercito e della Polizia. Di fatto, adesso, le prossime elezioni presidenziali si terranno nel 2028, mentre le amministrative un anno ancora dopo. Il testo della stessa riforma dovrà essere approvato in una seconda lettura per entrare in vigore ma si tratta di una pura formalità.

La seconda votazione

La stessa Murillo, riporta l'agenzia Reuters, ha annunciato che l'emendamento verrà ratificato in una seconda votazione a partire dal 18 gennaio prossimo, proprio perchè la legge nicaraguense richiede che le modifiche costituzionali siano approvate da due sessioni legislative separate prima di entrare in vigore.

Le critiche ad Ortega

Il 19 luglio scorso, lo stesso Ortega aveva dichiarato pubblicamente che "non ci sarebbero state più elezioni" in Nicaragua per impedire all'opposizione di "impadronirsi nuovamente del governo". Diversi paesi centroamericani, tra cui Bolivia, Brasile e Cile, avevano apertamente criticato l'annuncio di Ortega, considerandolo una nuova battuta d'arresto per la democrazia, mentre gli Stati Uniti aveva esortato la comunità internazionale ad isolare il governo nicaraguense. Panama, in quesl contesto, aveva deciso di ritirare il proprio ambasciatore da Managua.

La riforma del 2024

Solo due anni fa, era il 2024, il partito al potere aveva approvato una riforma che aveva esteso il mandato presidenziale da cinque a sei anni e portato Murillo, allora vicepresidente del Paese, alla carica di copresidente. Aveva inoltre rinviato le elezioni presidenziali, originariamente previste per la fine di quest'anno, alla fine del 2027.

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