I test di laboratorio eseguiti dall'istituto scientifico hanno evidenziato rischi gravissimi connessi all'assunzione di queste pillole che contengono dosi molto elevate di para-metossimetanfetamina (PMMA) una sostanza dagli effetti simili a quelli dell'MDMA, il principale composto psicoattivo dell'ecstasy. L'Istituto ha sottolineato tuttavia che, al momento, non risultano casi gravi o decessi collegati alle pillole individuate
A lanciare l'allarme è l'Istituto Trimbos di Utrecht, nei Paesi Bassi, specializzato in tossicodipendenze e salute mentale: girano pillole di ecstasy “potenzialmente letali” con il volto di Donald Trump. Diversi esemplari sono stati consegnati ai centri di analisi nel corso di agosto. Le pastiglie riproducono su un lato il volto del presidente degli Stati Uniti mentre sull'altro compaiono le scritte "Trump" e "NL". L'istituto ha pubblicato una fotografia delle compresse e ha diffuso un "Red Alert" sul proprio sito e attraverso i social media. Non si tratta del primo caso: già nel 2017 la polizia tedesca aveva sequestrato migliaia di pasticche arancioni con la medesima forma, ma i lotti attuali sembrano presentare una composizione chimica decisamente più aggressiva e mortale.
Le caratteristiche
I test di laboratorio eseguiti dall'istituto scientifico hanno evidenziato rischi gravissimi connessi all'assunzione di queste pillole. Le pasticche contengono dosi molto elevate di para-metossimetanfetamina (PMMA) una sostanza dagli effetti simili a quelli dell'MDMA, il principale composto psicoattivo dell'ecstasy. Ma, a differenza dell’MDMA, impiega più tempo a mostrare i suoi effetti psicotropi. Questo induce spesso i consumatori ad assumere una seconda dose credendo che la prima non abbia fatto effetto, portando rapidamente a un'overdose grave. L'assunzione può causare insufficienza renale, arresto cardiaco e un innalzamento fatale della temperatura corporea (ipertermia estrema). L'Istituto Trimbos ha sottolineato tuttavia che, al momento, non risultano casi gravi o decessi collegati alle pillole individuate. La portavoce, Anniek Groothuis, ha spiegato che non sono state ricevute segnalazioni di persone ricoverate o decedute nelle quali sia stata individuata la presenza di PMMA nel sangue.