Processo Meta, accordo tra il colosso di Zuckerberg e gli Stati Usa per il patteggiamento

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L'azienda ha accettato il pagamento di 16,7 miliardi di dollari. La società che controlla Facebook e Instagram è accusata di aver progettato i due social allo scopo di creare dipendenza negli adolescenti. Inoltre, come parte dell'accordo, l'azienda dovrà attuare delle modifiche a livello nazionale per l'utilizzo di Facebook e Instagram da parte degli utenti adolescenti

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Accordo per il patteggiamento nel processo contro Meta negli Stati Uniti. Il colosso di Mark Zuckerberg, accusato di aver progettato deliberatamente Facebook e Instagram per creare dipendenza negli adolescenti, ha discusso con i procuratori generali di 29 stati americani la possibilità di trovare un'intesa che è stata raggiunta nel primo pomeriggio di oggi: Meta ha accettato il pagamento di 16,68 miliardi di dollari come parte dell'accordo che risolve così tutte le rivendicazioni degli Stati americani, sia nei tribunali federali che nei tribunali statali di tutto il Paese. Ulteriori 2,2 miliardi di dollari dovranno essere versati da Meta nelle casse della California. Inoltre, l'azienda dovrà attuare delle modifiche a livello nazionale per l'utilizzo di Facebook e Instagram da parte degli utenti adolescenti: in primis, il tribunale ha richiesto limiti giornalieri e blocchi notturni, misure per identificare e rimuovere i bambini sotto i 13 anni e nuove funzioni che supportino i genitori nella protezione dei figli online.

La sentenza

Meta, oltre al pagamento di oltre 16 miliardi di dollari, dovrà attuare alcune modifiche richieste dal tibunale per la salvaguardia dei minori sui social. Ecco quali:

  • Meta si deve impegnare a mantenere, rivedere e migliorare le misure di sicurezza già esistenti sui contenuti per gli adolescenti;
  • introduzione di un limite di tempo giornaliero predefinito di 2 ore per gli utenti di età inferiore a 18 anni che può essere revocato solo da un genitore;
  • Meta deve rispondere al 90% delle segnalazioni degli adolescenti su contenuti potenzialmente dannosi entro 6 ore;
  • possibilità per gli utenti di età inferiore ai 18 anni di avere feed non personalizzati;
  • introduzione di un blocco notturno predefinito tra mezzanotte e le 6 del mattino per gli utenti sotto i 18 anni che può essere revocato solo dal genitore;
  • introduzione di misure per identificare e rimuovere i bambini sotto i 13 anni dalle piattaforme social;
  • introduzione di un blocco delle notifiche agli utenti sotto i 18 anni dalle 22 alle 7 e durante la giornata scolastica;
  • introduzione di nuove funzioni che supportino i genitori nel controllo e nella protezione dei figli online.

Meta accetta patteggiamento ma non ammette colpe

L'intesa non contiene comunque alcuna ammissione di colpa da parte del gigante di Zuckerberg. "Garantire agli adolescenti un'esperienza sicura e produttiva sulle nostre piattaforme è un imperativo assoluto per Meta. Vogliamo agire nel modo giusto per genitori e ragazzi. Ecco perché abbiamo collaborato con i procuratori dei vari stati per definire un nuovo standard di settore", ha detto Meta sottolineando che il pagamento del patteggiamento sarà distribuito nel corso di 10 anni. La società ha precisato inoltre che dovrebbe sostenere 10 miliardi di spese legali in relazione all'intesa e invitato gli altri colossi social ad adottare gli stessi standard. 

Il processo

Il processo si è aperto il 18 agosto. L’accusa federale contro il colosso di Zuckerberg è di aver causato danni ai bambini con una tecnologia costruita per causare dipendenza come le sigarette. Meta avrebbe, come riferito all’inizio del procedimento dalla vice procuratrice generale della California, Megan O'Neil, "reso i minori dipendenti e li ha sfruttati", oltre ad aver "ingannato" il pubblico. L’azienda, dal canto suo, ha provato a difendersi affermando di “aver cercato di affrontare i rischi legati ai social media", cercando anche “di aiutare gli utenti con problemi di utilizzo”. Tuttavia, gli Stati di California, Colorado, Kentucky e New Jersey sono andati avanti con la loro causa, convinti che Meta contribuisca alla crisi della salute mentale dei giovani. Se non si fosse arrivati al patteggiamento, la società di Zuckerberg avrebbe rischiato la condanna al pagamento di circa duecento miliardi di dollari di sanzioni, oltre all’obbligo di fare alcuni cambiamenti profondi a Facebook e Instagram tra cui la fine del conteggio dei like e misure contro lo scrolling infinito.

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