La società che controllo Facebook e Instagram è accusata negli Stati Uniti di aver progettato i due social allo scopo di creare dipendenza negli adolescenti. Meta rischia di dover pagare circa duecento miliardi di dollari di sanzioni e di dover applicare cambiamenti profondi al funzionamento dei suoi social. L’accordo permetterebbe una rapida chiusura del processo
Si va verso un possibile patteggiamento nel processo contro Meta negli Stati Uniti. Il colosso di Mark Zuckerberg è accusato di aver progettato deliberatamente Facebook e Instagram per creare dipendenza negli adolescenti ma ora, come riporta Bloomberg citando fonti vicine al processo, si potrebbe arrivare a un accordo tra le parti per chiudere la questione. Meta e i procuratori generali di 29 stati americani avrebbero infatti discusso la possibilità di un patteggiamento nel processo che si è aperto nei giorni scorsi in California.
Il processo
Il processo si è aperto il 18 agosto. L’accusa federale contro il colosso di Zuckerberg è di aver causato danni ai bambini con una tecnologia costruita per causare dipendenza come le sigarette. Meta avrebbe, come riferito all’inizio del procedimento dalla vice procuratrice generale della California, Megan O'Neil, "reso i minori dipendenti e li ha sfruttati", oltre ad aver "ingannato" il pubblico. L’azienda, dal canto suo, ha provato a difendersi affermando di “aver cercato di affrontare i rischi legati ai social media", cercando anche “di aiutare gli utenti con problemi di utilizzo”. Tuttavia, gli Stati di California, Colorado, Kentucky e New Jersey sono andati avanti con la loro causa, convinti che Meta contribuisca alla crisi della salute mentale dei giovani. Qualora non si arrivasse al patteggiamento, i rischi per Meta sono alti: la società di Zuckerberg potrebbe infatti essere condannata al pagamento di circa duecento miliardi di dollari di sanzioni, oltre all’obbligo di fare alcuni cambiamenti profondi a Facebook e Instagram tra cui la fine del conteggio dei like e misure contro lo scrolling infinito.