Le autorità cinesi hanno aperto un'indagine sull'uso di formaldeide, sostanza cancerogena vietata negli alimenti, per mantenere freschi alcuni ortaggi destinati al consumo. Nel mirino soprattutto il cavolo cappuccio, di cui la Cina è tra i maggiori produttori mondiali. Scattati controlli a campione nei mercati di tutto il Paese
Le autorità cinesi hanno avviato ispezioni in tutto il Paese dopo l'emergere di un caso legato all'uso di formaldeide per preservare la freschezza di alcuni ortaggi destinati al consumo umano. Al centro degli accertamenti c'è il cavolo cappuccio, di cui la Cina è uno dei principali produttori a livello mondiale. La polizia ha già avviato azioni legali nei confronti delle persone coinvolte, mentre i controlli a campione si estendono ai mercati di diverse regioni.
I filmati e l'avvio delle indagini
Alcuni funzionari della provincia nord-orientale dell'Hebei hanno riferito alla BBC di aver visionato dei video in cui alcune persone immergono i cavoli in una soluzione non specificata prima di caricarli sui camion per il trasporto. Da qui sarebbe partita la ricostruzione secondo cui gli ortaggi verrebbero trattati con formaldeide per rallentarne il deterioramento durante la distribuzione. Secondo i media statali, gli inquirenti verificheranno anche quanto sia diffusa la pratica e predisporranno misure mirate per rintracciare i prodotti eventualmente contaminati.
Cos'è la formaldeide e quali sono i rischi
La formaldeide è una sostanza chimica incolore dall'odore pungente, impiegata in campo industriale e nella conservazione dei campioni biologici. È classificata come cancerogena per l'uomo e il suo impiego negli alimenti è severamente vietato, anche in Cina. L'esposizione può irritare occhi, naso e gola e, in caso di contatto prolungato o ingestione, comportare rischi più seri per la salute. Proprio per questo il suo utilizzo sugli ortaggi destinati alla vendita rappresenterebbe una violazione tanto delle norme sanitarie quanto di quelle sulla sicurezza alimentare.
I controlli e la tutela dei consumatori
Le autorità si stanno muovendo rapidamente per evitare l'allarme e ricostruire la fiducia dei consumatori, con verifiche non limitate al mercato interno: la Cina esporta questo tipo di verdura soprattutto verso i territori vicini. Il caso ha avuto vasta eco sui media nazionali. In un editoriale, il People's Daily, uno dei principali quotidiani del Paese, ha criticato duramente i grossisti coinvolti, accusati di aver guardato solo al proprio tornaconto economico immediato ignorando la salute dei consumatori e di aver oltrepassato "un limite legale" violando "un principio morale".