Usa, Mangione si dichiara colpevole per la morte di Brian Thompson

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Il 28enne è perseguito a livello statale e a livello federale. La giudice ha stabilito che la sentenza sarà pronunciata il 18 dicembre. Il giovane rischia l'ergastolo

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Luigi Mangione si è dichiarato colpevole dell'omicidio del ceo UnitedHealthcare Brian Thompson. La confessione è arrivata durante un'udienza convocata a sorpresa a New York da difesa e accusa nell'ambito del procedimento federale. Se il 28enne non si fosse dichiarato colpevole, avrebbe avuto diritto a un processo pubblico e rapido nel quale l'accusa avrebbe dovuto dimostrarne la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.

Sentenza a dicembre

"Ho sparato a Brian Thompson e lui è morto", ha dichiarato Mangione in tribunale davanti ai giudici e ai familiari del ceo di UnitedHealthcare che erano presenti in aula. "Sapevo che quello che stavo facendo era illegale", ha detto il 28enne. La giudice Margaret Garnett di New York ha stabilito che la sentenza per l'omicidio di Brian Thompson, di cui Luigi Mangione si è dichiarato colpevole sarà pronunciata il 18 dicembre. Il killer rischia l'ergastolo.

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Luigi Mangione è perseguito anche a livello statale e non è chiaro se questa dichiarazione di colpevolezza avrà un effetto anche su quel procedimento. Sul tema si è espresso il team legale del 28enne che ha presentato un'istanza al tribunale statale in merito alla dichiarazione di colpevolezza dello stesso Mangione, invocando il principio del 'ne bis in idem'. Gli avvocati sostengono che Mangione non possa affrontare il processo statale previsto per il mese prossimo ora che si è dichiarato colpevole di due capi d'accusa federali. 

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