"Al ritmo attuale è sulla buona strada per superare quella del 2014-2016 in Africa occidentale", ha affermato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus che ha parlato anche dei progressi della scienza nella lotta al virus. “Per la prima volta due vaccini specificamente progettati contro il virus Ebola Bundibugyo sono entrati nella fase 1 di sperimentazione clinica sull'uomo”, ha ricordato Ghebreyesus
Il bilancio delle vittime dell’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a crescere. L’emergenza ha già provocato 2.061 decessi, un numero destinato ad aumentare ancora. I casi di contagio ufficialmente segnalati sono 4.449 in 5 province e 53 zone sanitarie del Paese africano. I dati arrivano dal briefing periodico dell’Organizzazione mondiale della sanità. L'epidemia in corso "si sta diffondendo più rapidamente di qualsiasi precedente epidemia di Ebola", ha affermato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Oggi "è già la seconda epidemia di Ebola più grande mai registrata", e "al ritmo attuale è sulla buona strada per superare quella del 2014-2016 in Africa occidentale".
Vaccini e cure
La lotta contro il virus Bundibugyo, responsabile della maxi-epidemia di Ebola in corso, fa progressi ma ancora non esistono né farmaci né vaccini. Per questo il lavoro della scienza è fondamentale e l’Oms è in prima linea nell’invitare tutti i partner a sostenere e accelerare la sperimentazione. "Per la prima volta due vaccini specificamente progettati contro il virus Ebola Bundibugyo sono entrati nella fase 1 di sperimentazione clinica sull'uomo", ha ricordato Ghebreyesus. "Inoltre due nuovi studi sugli animali relativi al vaccino contro il virus Ebola Zaire, la specie più comune, hanno mostrato promettenti evidenze di protezione crociata. Su questa base, l'Oms ha raccomandato l'inclusione del vaccino in una sperimentazione di fase 3 che speriamo di avviare il prima possibile”, ha precisato il numero uno dell’Oms.
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Oms: "Sorveglianza è sfida prioritaria"
La ricerca avanza anche sul fronte terapeutico. "Lo studio Partners, sponsorizzato dall'Oms - ha spiegato il direttore generale dell’Oms - ha ora raggiunto il traguardo di 100 pazienti" arruolati. "Questo studio - ha rimarcato Ghebreyesus - dimostra che anche nel mezzo di un'epidemia difficile è possibile mobilitare la ricerca in modo rapido e responsabile”. Importante è anche riuscire a controllare e prevenire situazioni che possano degenerare come nel caso dell’attuale epidemia. "La sorveglianza è la nostra sfida operativa prioritaria - ha illustrato il numero uno dell'agenzia delle Nazioni Unite per la salute - Insieme ai partner, stiamo mappando e mettendo in comune le risorse per rafforzare la sorveglianza a livello comunitario, per portare ogni caso sospetto in cura e raggiungere il target del 95% di tracciamento dei contatti necessario per interrompere la trasmissione: oggi siamo intorno all'80%”.