La vittima sarebbe Robert Shageev, un ex ufficiale della Marina ucraina. Shageev, ex comandante del sottomarino ucraino Zaporizhzhia, veniva considerato un "traditore della patria". Nel 2014, come riferito da alcuni media ucraini, aveva disertato, passando dalla parte degli occupanti della Crimea e assumendo poi il comando di un sottomarino russo
Un militare ucraino è stato ucciso nel corso di un attentato dinamitardo che è stato registrato a Sebastopoli, nella Crimea occupata. Lo ha riferito il servizio di intelligence interna, Fsb, spiegando anche che è stata fermata una donna russa di 32 anni sospettata di avere fatto esplodere l'ordigno su incarico dei servizi segreti ucraini. La notizia è stata segnalata dall'agenzia Tass.
L'ordigno esploso e l'ex ufficiale coinvolto
Come riferisce, più nello specifico, il "Kyiv Independent", un ordigno esplosivo nascosto in un cestino della spazzatura sarebbe proprio la causa della morte del militare. Secondo quanto emerso, la vittima sarebbe Robert Shageev, un ex ufficiale della Marina ucraina. Shageev, ex comandante del sottomarino ucraino Zaporizhzhia, veniva considerato un "traditore della patria". Nel 2014, come riferito da alcuni media ucraini, aveva tradito il suo giuramento, disertando e passando dalla parte degli occupanti, assumendo poi il comando di un sottomarino russo.
Altri morti a Sebastopoli
Nella stessa area cinque persone sono morte in un'esplosione successiva ad un attacco ucraino. A darne notizia è stato, su Telegram, il governatore a capo dell'amministrazione filorussa della città, Mikhaïl Razvojaïev, precisando che a restare uccisi sono stati quattro artificieri e un agente della sicurezza. "I nostri uomini ispezionavano la zona dopo un attacco ucraino. E' esplosa una munizione nemica", ha confermato il governatore.
Gli attacchi alla Crimea
Da giugno scorso, le forze ucraine stanno intensificando i raid sulla penisola annessa da Mosca nel 2014, colpendo in particolare le infrastrutture energetiche e logistiche russe. Gli attacchi stanno causando, quasi quotidianamente, vittime anche civili in Crimea, dove vivono circa 2,4 milioni di persone.