Il Marine One, l'elicottero presidenziale con a bordo Donald Trump, è stato per un breve momento troppo vicino a un jet di linea in decollo dallo scalo Reagan di Washington. Lo ha reso noto la Federal Aviation Administration, precisando che non c'è stato pericolo. L'episodio, rivelato dal Wall Street Journal, è avvenuto senza che i voli commerciali fossero stati fermati come previsto dalle regole introdotte dopo la strage del gennaio 2025
L'elicottero presidenziale con a bordo Donald Trump è stato per un breve momento troppo vicino a un aereo di linea in fase di decollo dal Ronald Reagan Washington National Airport. L'episodio, avvenuto martedì pomeriggio, è ora oggetto di un'indagine della Federal Aviation Administration (Faa), che ha però escluso qualsiasi rischio per il presidente statunitense. La vicenda è stata rivelata per prima dal Wall Street Journal.
"Sulla base della nostra revisione preliminare di sicurezza, c'è stata una momentanea perdita di separazione, dopo la quale i velivoli hanno continuato ad allontanarsi l'uno dall'altro", ha comunicato la Faa mercoledì.
La dinamica
Il Marine One è decollato nei pressi della Casa Bianca intorno alle 14.33 locali di martedì 4 agosto, mentre Trump veniva trasportato alla base congiunta di Andrews in vista di un viaggio a Los Angeles. Circa un minuto dopo il decollo dell'elicottero, il volo Envoy Air 3742 diretto da Washington a Pensacola, in Florida, è partito dallo scalo Reagan. I due velivoli avrebbero violato le distanze minime di sicurezza, che impongono agli aerei in prossimità di un aeroporto di mantenere almeno 1,5 miglia di separazione orizzontale e 500 piedi in verticale.
La violazione non è ancora stata confermata formalmente dall'agenzia. Un portavoce ha però precisato che i due mezzi non si sono mai avvicinati in modo pericoloso e non erano in rotta di collisione. La Faa ha aggiunto che l'episodio non ha rappresentato un "grave rischio di collisione".
Le regole non rispettate
Il punto sotto esame è il mancato rispetto delle procedure introdotte dopo la tragedia del gennaio 2025. Secondo le fonti, i controllori di volo non avevano interrotto le operazioni commerciali allo scalo Reagan mentre il Marine One era attivo nelle vicinanze, come invece prevede la normativa entrata in vigore lo scorso anno. La Faa ha annunciato l'istituzione di una squadra di revisione della sicurezza per chiarire perché il traffico civile non fosse stato sospeso.
La Casa Bianca ha minimizzato. "I voli del Marine One sono pilotati da alcuni dei migliori aviatori al mondo, e in nessun momento il presidente è stato in pericolo", ha dichiarato il portavoce Kush Desai.
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Uno spazio aereo ad alto rischio
Lo scalo Reagan si trova in una delle aree di traffico aereo più congestionate e complesse degli Stati Uniti, con zone interdette sopra il centro di Washington e il corridoio del fiume Potomac condiviso con elicotteri militari, delle forze dell'ordine e sanitari. Fu proprio qui che, nel gennaio 2025, un jet regionale dell'American Airlines in fase di avvicinamento si scontrò con un elicottero dell'esercito, causando 67 vittime. Dopo quel disastro, gli investigatori accertarono almeno un evento di eccessiva vicinanza al mese tra aerei di linea ed elicotteri nei pressi dello scalo tra il 2011 e il 2024.
A seguito dell'incidente, la Faa ha ridisegnato la condivisione dello spazio aereo sopra il Potomac, chiudendo una rotta per elicotteri e vietando ai controllori di ricorrere alla separazione a vista per gestire il traffico degli elicotteri. Sono state inoltre proibite le operazioni non essenziali nelle aree intorno allo scalo, mentre restano consentite le missioni indispensabili, incluso il trasporto presidenziale, purché i movimenti commerciali vengano limitati.
Solo pochi giorni fa lo stesso aeroporto era stato teatro di un altro mancato incidente: un Boeing 737 dell'American Airlines e un Embraer E175 dell'American Eagle si erano ritrovati a soli 800 piedi di distanza, dopo che al secondo era stata erroneamente concessa l'autorizzazione al decollo nonostante l'imminente atterraggio del 737.