Coprifuoco notturno per gli adolescenti sui social, l’ipotesi al vaglio nel Regno Unito
MondoI colossi social dovrebbero verificare l’età degli utenti e rendere impossibile l’accesso alle piattaforme tra la mezzanotte e le 6 per tutti i giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni registrati nel Regno Unito. Tra le altre misure anche quella, sul modello dell’Australia, di vietare completamente l’utilizzo dei social agli under 16. Le iniziative, anticipate da Starmer, mirano a combattere i rischi della dipendenza virtuale
Social bloccati nelle ore notturne per tutti gli adolescenti britannici. L’intenzione, confermata oggi dal governo di Londra, è quella di introdurre un coprifuoco automatico sui social media per i ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni. Una misura che, come annunciato lo scorso mese dal premier laburista uscente Keir Starmer, fa parte di una più ampia e generalizzata stretta per combattere i rischi di "una dipendenza" virtuale. L'obiettivo dichiarato, in accordo con associazioni di famiglie e attivisti, è quello di migliorare la capacità di attenzione degli adolescenti, di sottrarli almeno per alcune ore all'attrazione dei social, di accrescere la qualità del loro sonno e di dare più spazio ai contatti familiari personali.
Controllo difficile
L’idea è quella di imporre a tutti i colossi tecnologici quali Instagram, TikTok, YouTube e altri di verificare l'età degli utenti e rendere inutilizzabili le loro piattaforme tra mezzanotte e le 6 del mattino. Questo per chiunque sia registrato nel Regno Unito e abbia più di 16 e meno di 18 anni. Ma un controllo totale non è possibile: le aziende possono infatti introdurre il blocco automatico, ma non impedire ai giovani di sfuggire al black-out notturno semplicemente modificando le impostazioni dei loro account.
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Divieto per gli under 16
Tra le altre misure al vaglio ci sarebbe anche quella, sul modello dell’Australia, di vietare completamente l’utilizzo dei social agli under 16. In Unione europea le restrizioni all’uso dei social per i più giovani non sono una novità: il progetto della Commissione Ue, infatti, si inserisce in misure simili già operative o allo studio in tutto il mondo. La Gran Bretagna segue quindi la scia di altri Paesi che già ad oggi adottano alcune restrizioni: parliamo di Australia, Brasile, Cina, Indonesia e Malesia. La prima è stata la Cina, dove l’accesso dei minori ai social media è stato progressivamente limitato a partire dal 2019. Poi il governo di Canberra, a dicembre 2025, ha vietato i social ai minori di 16 anni seguito dal Brasile che a marzo 2026 ha introdotto una legge che impone alle piattaforme di collegare gli account degli utenti di età inferiore ai 16 anni a quelli dei genitori. Misure analoghe negli altri due Paesi, ai quali entro la fine del 2026 dovrebbe aggiungersi anche la Turchia.