Los Angeles piange Tony Fanara, il ristoratore di "Palermo": aveva 79 anni

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È morto a 79 anni Tony Fanara, fondatore del ristorante italiano "Palermo" nel quartiere di Los Feliz, a Los Angeles. Emigrato dalla Sicilia da adolescente, aveva aperto il locale nel 1976 trasformandolo in un'istituzione cittadina. Noto per la generosità verso soccorritori, scuole e famiglie in difficoltà, si è spento improvvisamente mentre lavorava in una proprietà accanto al ristorante, chiuso per la pausa estiva

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Per mezzo secolo il suo locale è stato molto più di un indirizzo dove si mangia bene: una seconda casa per migliaia di persone. Tony Fanara, fondatore del ristorante "Palermo" di Los Feliz, a Los Angeles, è morto improvvisamente a 79 anni. Secondo il racconto della figlia Michelle al Los Angeles Times, si trovava al lavoro in una proprietà adiacente al ristorante, chiuso dal 1° luglio per la consueta pausa estiva. Era rientrato nel locale per riposarsi, si è sdraiato e non si è più rialzato. Le cause del decesso non sono state rese note: da tempo soffriva di problemi cardiaci.

Tony Fanara
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Dalla Sicilia a Vermont Avenue

Nato in Sicilia in una famiglia numerosa, Fanara era arrivato negli Stati Uniti da adolescente al seguito dei genitori. Aveva prestato servizio nell'esercito americano tra il 1967 e il 1969, poi si era diplomato in ingegneria elettronica e aveva lavorato alla San Antonio Winery. Il sogno arriva nel 1976: un piccolo ristorante da 18 tavoli dedicato alla cucina siciliana tradizionale. Il nome, "Palermo", è un omaggio alle origini.

Il successo è rapido. Nel 1982 il locale trasloca in una sede più grande su Vermont Avenue e negli anni diventa un'istituzione da 190 coperti: panche in pelle rossa, un murale marino, a volte un fisarmonicista tra i tavoli. All'ingresso c'era sempre lui, pronto a salutare ogni cliente. Per anni ha offerto un bicchiere di vino a chi aspettava un tavolo, tradizione poi interrotta su richiesta delle autorità locali.

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Le pizze ai soccorritori, l'auto regalata al cuoco

La sua fama non nasceva soltanto dalla cucina. Fanara donava pizze a scuole, associazioni di quartiere e iniziative benefiche, praticava sconti e pasti gratuiti a poliziotti, vigili del fuoco e soccorritori, aggiungeva dolci o contorni in omaggio per famiglie e nuovi clienti. Durante i disordini di Los Angeles del 1992 e dopo il terremoto di Northridge del 1994 aprì il ristorante per sfamare gratuitamente soccorritori e dipendenti comunali. Lo stesso durante la pandemia di Covid, quando continuò a sostenere chi era in prima linea nonostante il crollo degli incassi.

Un episodio lo racconta meglio di altri, ed è quello ricordato dall'ex agente della polizia di Los Angeles Sam Salazar: quando a uno dei cuochi si ruppe il motore dell'auto, Fanara lo accompagnò in concessionaria e gliene comprò una nuova, senza chiedere nulla in cambio.

La comunità non se ne è dimenticata. Nel 2020, con il "Palermo" ridotto a circa il 5% del volume abituale per via del Covid, un cliente affezionato lanciò una raccolta fondi online: oltre 68mila dollari, sufficienti a far superare al locale e ai suoi dipendenti il momento più difficile.

La corsa da governatore e i riconoscimenti

Nel 2022 Fanara tentò anche la politica, candidandosi alle primarie per la carica di governatore della California con un programma improntato al "buon senso". Raccolse oltre 25mila voti, circa lo 0,4% delle preferenze.

 

Negli ultimi anni erano arrivati i riconoscimenti per l'impegno civico: l'associazione dei residenti di Franklin Hills gli aveva conferito una tessera onoraria a vita, mentre il Dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles lo considerava uno dei suoi sostenitori più fedeli. Anche durante i devastanti incendi del 2025 aveva continuato a fornire gratuitamente pizze, salsicce e supporto logistico ai soccorritori.

"Voleva che avessimo tutto ciò che lui non aveva mai avuto"

Tony Fanara lascia la moglie Antoinette e i figli Michelle, Joseph e Tony Jr. I funerali non sono ancora stati annunciati e resta incerto il futuro del ristorante che è stato l'opera della sua vita. "Voleva che noi avessimo tutto ciò che lui non aveva mai potuto avere", ha ricordato la figlia Michelle. Una frase che riassume la parabola di un uomo partito dalla Sicilia con poco e diventato, a forza di lavoro e generosità, uno dei volti più amati di Los Angeles.

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