Graham Platner è stato accusato da Jenny Racicot, una donna con cui aveva avuto una relazione, di averla costretta ad avere un rapporto sessuale senza il suo consenso. Dopo la pubblicazione delle accuse da parte di Politico, diversi esponenti democratici gli hanno chiesto di ritirarsi dalla corsa al Senato. Platner ha respinto le accuse, definendole “categoricamente false”, ma ha detto di volersi prendere del tempo per riflettere sulla sua candidatura
Graham Platner, candidato democratico del Maine al Senato degli Stati Uniti, è di nuovo al centro delle polemiche dopo l’accusa di violenza sessuale avanzata da una donna con cui aveva avuto una relazione. Come riporta la Bbc, Jenny Racicot sostiene che Platner l’avrebbe costretta ad avere un rapporto sessuale cinque anni fa, senza il suo consenso. Dopo la pubblicazione delle accuse da parte di Politico, diversi esponenti democratici hanno chiesto a Platner di ritirarsi dalla corsa. Il candidato ha respinto le accuse, definendole “categoricamente false”, ma ha detto di volersi prendere del tempo per riflettere “sulla migliore strada da percorrere" nella corsa elettorale, cruciale per le possibilità dei Democratici di ottenere il controllo del Senato.
Il racconto della donna
Racicot, 41 anni, ha raccontato a Politico, in una serie di interviste, di aver avuto con Platner una relazione altalenante durata più di due anni. Secondo la donna, il candidato si sarebbe presentato senza invito nella sua casa nel Maine, visibilmente ubriaco, e l’avrebbe costretta ad avere un rapporto sessuale senza il suo consenso. Racicot ha affermato di aver interrotto ogni contatto con Platner dopo avergli detto che quell’incontro non era stato consensuale. Ha, inoltre, spiegato di aver deciso di parlare pubblicamente dopo le polemiche nate da un articolo del New York Times, pubblicato il mese scorso, in cui tre ex fidanzate accusavano Platner di comportamenti imprevedibili e aggressivi. Nonostante quelle accuse, il candidato aveva continuato la sua corsa al Senato. La donna ha dichiarato a Politico di essere una delle persone intervistate dal Times, ma di non aver voluto rendere pubbliche allora le sue accuse specifiche perché non voleva essere identificata come vittima di stupro.
Le richieste di ritiro
Le nuove accuse hanno aumentato la pressione su Platner, già coinvolto in altre polemiche durante la campagna elettorale, tra cui il caso di un tatuaggio sul petto che ricorderebbe un simbolo nazista. Il leader dei Democratici al Senato, Chuck Schumer, e la senatrice Kirsten Gillibrand hanno definito le accuse “incredibilmente inquietanti” e hanno chiesto al candidato di ritirarsi immediatamente. Anche il Comitato Democratico per le Campagne Senatoriali ha fatto sapere che non investirà nella corsa al Senato del Maine se Platner resterà in campo. La sfida è considerata importante per i Democratici, che puntano a conquistare il controllo del Senato. Platner, però, continua a negare le accuse e, almeno per ora, non ha annunciato il ritiro. Dopo questi sviluppi, il candidato ha detto di volersi prendere del tempo per riflettere sulla sua candidatura. I tempi, però, sono stretti: secondo la legge del Maine, può ritirarsi entro il 13 luglio. In quel caso, il partito avrebbe tempo fino al 27 luglio per scegliere un altro candidato da contrapporre alla senatrice uscente Susan Collins, che ha definito “spaventose” le accuse rivolte a Platner.