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Medico Gaza Hussam Abu Safiya detenuto in Israele da 18 mesi, Ong: "In pericolo di vita"

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©Getty

Il pediatra, direttore dell'ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, è detenuto da Israele dal 27 dicembre 2024, quando le Idf hanno fatto irruzione nella struttura medica della Striscia e hanno portato via lui, altri medici e alcuni pazienti. La Ong Physicians for Human Rights ha denunciato le condizioni critiche dell'uomo dopo che il suo legale, facendogli visita in carcere, ha riscontrato ematomi gravi sul suo volto

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La vita del medico palestinese Hussam Abu Safiya è “in grave pericolo” e per questo va subito liberato dal carcere israeliano dove è detenuto dal 2024. Questo l’appello lanciato dalla Ong israeliana Physicians for Human Rights (Phr) che ha denunciato il peggioramento delle condizioni dell’uomo, ex direttore dell'ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza trasferito in un centro di interrogatorio sotterraneo nel carcere di Ramla.

L'avvocato: "Picchiato in cella dalle guardie"

Il medico è detenuto da Israele dal 27 dicembre 2024, quando le Idf hanno fatto irruzione nella struttura medica della Striscia e lo hanno arrestato insieme al personale ospedaliero e ad altri pazienti. La Ong ha riferito che l’avvocato di Abu Safiya ha visitato il detenuto alcuni giorni fa e ha riscontrato gravi ematomi alla testa e intorno agli occhi, alle orecchie e al collo. L’uomo, ha detto il legale, appariva debole e faceva fatica a respirare e a parlare: ha raccontato di essere stato picchiato da quattro o cinque guardie carcerarie all'interno della sua cella.

Corte Suprema Israele: "Governo chiarisca"

Dopo la denuncia della Ong, la Corte Suprema israeliana si è mossa pretendendo chiarimenti e obbligando il governo a rispondere entro domani alla petizione presentata il 30 aprile dalla Physicians for Human Rights che chiede la liberazione di Safiya e di altri 13 medici. Inoltre, l'Ong ha richiesto che uno dei giudici della Corte Suprema, in qualità di ispettore penitenziario ufficiale, si rechi urgentemente a far visita ad Abu Safiya per valutare personalmente il suo stato di salute e "prevenire danni irreversibili". Safiya e gli altri dottori sono detenuti senza accusa formale ai sensi della Legge sui combattenti illegali, che che permette alle forze armate di trattenere a tempo indeterminato, senza accusa formale né processo, individui considerati una minaccia per la sicurezza dello Stato. Anche l’Onu si è espressa in merito alla detenzione del dottor Hussam Abu Safiya, definita “arbitraria”, e ne ha chiesto il rilascio immediato. 

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