George W. Bush compie 80 anni: storia dell'ex presidente USA

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Nato il 6 luglio del 1946, Bush ha guidato gli Stati Uniti nel primo decennio degli anni Duemila: i suoi due mandati furono segnati dagli attentati dell'11 settembre e poi dalla crisi dei mutui subprime e all'effetto domino sull'economia statunitense e poi globale. Ripercorriamo le tappe del suo percorso pubblico e privato: dai primi passi nella campagna elettorale del padre, 41esimo presidente degli Usa, al Governatorato del Texas fino all'arrivo alla Casa Bianca

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George W. Bush, 43º Presidente degli Stati Uniti in carica tra il 2001 e il 2009, è nato il 6 luglio 1946 a New Haven, nel Connecticut. La sua amministrazione fu dominata dalla politica estera, segnata dagli attentati dell’11 settembre e dal successivo interventismo in Medio Oriente, mentre l’ultima parte del suo secondo mandato si scontrò con la crisi economica più forte che vissero gli Usa dai tempi della Grande Depressione e che si diffuse a livello globale.

La famiglia e la giovinezza

Figlio del 41º Presidente degli Stati Uniti d'America George H. W. Bush e di Barbara Pierce, è il primo dei sei fratelli e sorelle, tra cui Robin morta di leucemia all’età di 3 anni. Si è sposato nel 1977 con Laura Welch Bush, insegnante e bibliotecaria; la coppia ha due figlie gemelle, Barbara e Jenna. Bush è cresciuto tra Midland e Houston, in Texas. Ha conseguito la laurea in storia presso l'Università di Yale nel 1968 e ha successivamente prestato servizio come pilota di caccia F-102 nella Guardia Nazionale Aerea del Texas. Nel 1975 ha ottenuto un Master in Business Administration (MBA) presso la Harvard Business School.



L'inizio della carriera

Dopo gli studi, è tornato a Midland avviando una carriera come imprenditore, in particolare nel settore petrolifero, ma fece anche diverse esperienze politiche. Nel 1978, Bush si candidò alla Camera dei Rappresentanti, ma venne sconfitto dal senatore democratico Kent Hance. Fu poi in prima fila nella campagna presidenziale del padre e nel 1988 si parlò di un potenziale posto nell’amministrazione. L’ipotesi sfumò: cinque anni dopo, tuttavia, accettò di candidarsi al Governatorato del Texas. L'8 novembre 1994 fu eletto Governatore dello Stato del Sud: promosse in questo ruolo una riforma del sistema di istruzione e una collaborazione bipartisan con i democratici. Particolarmente controversa la scelta sotto il suo Governatorato di applicare la pena di morte nei confronti di 152 persone. Con la rielezione del 3 novembre 1998, è diventato il primo governatore nella storia dello Stato a ottenere due mandati consecutivi di quattro anni. 

L’ascesa politica

Divenne presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2001, dopo una delle più incerte elezioni nella storia del Paese, un voto che lo vide contrapposto al democratico vicepresidente Al Gore, il quale ottenne la maggioranza dei voti popolari con circa 51 milioni di preferenze su un totale di 105 milioni di votanti. Bush fu eletto grazie ai voti dei grandi elettori. Decisivo per Bush il vantaggio di circa 600 voti conseguito in Florida, Stato del quale era governatore suo fratello Jeb Bush. Intervenne sulla questione anche la Corte Suprema: si andò al riconteggio dei voti, ma fu interrotto in quanto era impossibile effettuarlo in tempo tale da rispettare le scadenze legali.

Il primo mandato e l'11 settembre

Il suo primo mandato fu segnato dall’attacco dell’11 settembre 2001, a seguito del quale proclamò la "guerra globale al terrorismo" contro Paesi accusati di complicità a vario titolo negli attentati, unendo alla retorica bellicista l’idea di una difesa morale dei valori occidentali. Il primo obiettivo fu Al Qaeda che rivendicò gli attentati del 9/11. Nell’ottobre del 2001, sotto la sua presidenza, gli Stati Uniti invasero l’Afghanistan, mentre nel marzo 2003 gli USA dichiararono guerra all’Iraq, considerato assieme a Paesi come Iran, Corea del Nord,Libia, uno “Stato canaglia” e in quanto tale accusato di sviluppare armi di distruzione di massa.  Se la politica estera fu centrale nel primo mandato, la sua amministrazione mise a segno  un mastodontico taglio delle tasse, la riforma della scuola con il No Child Left Behind Act, un costoso programma sociale per i farmaci gratuiti agli anziani. In quegli anni la spesa pubblica fece schizzare il deficit, venne trasformato l’esercito e la Cia fu riformata.

La rielezione e la crisi dei mutui subprime

Nel 2004 Bush prevalse sull’avversario democratico, John Kerry, con un programma incentrato su previdenza sociale, riforma fiscale, risanamento dell'economia, istruzione, in linea con quello che i suoi sostenitori definiscono "conservatorismo compassionevole". L'obiettivo di  “combattere e vincere la guerra al terrorismo" restaca prioritario. La saldissima maggioranza che aveva al Congresso accese l’ottimismo, ma si apriva una stagione molto complessa. Nel 2005 l’uragano Katrina si abbaté sugli Usa e Bush ricevette forti critiche per la gestione dell'emergenza e i ritardi nei soccorsi. Promosse il President's Emergency Plan for AIDS Relief (PEPFAR) per combattere l'AIDS. Non ratificò il Protocollo di Kyoto, ma si iniziarono a discutere accordi internazionali per la riduzione delle emissioni. La fine del suo mandato fu caratterizzata dalla crisi finanziaria originata negli Usa nel 2006 e poi culminata nel 2008 con la recessione e una grave crisi industriale, che nel 2009 ebbe i suoi terribili effetti in Europa. In un drammatico discorso in tv George Bush, esortò il Congresso ad approvare rapidamente il piano di salvataggio per arginare la crisi del mutui. Il Congresso approvò il 3 ottobre del 2008 il suo Emergency Economic Stabilization Act (TARP), che consisteva in 700 miliardi di dollari per la stabilizzazione delle grandi istituzioni finanziarie.

Bush oggi

Dopo le primarie repubblicane del 2008, Bush diede il suo sostegno al senatore John McCain, ex sfidante, e successivamente appoggiò il governatore repubblicano Mitt Romney nelle elezioni del 2012. Nel 2016 partecipò alla campagna presidenziale di suo fratello Jeb Bush. Con l’attuale presidente Donald Trump, i rapporti sono sempre stati tesi. Nel 2010 ha pubblicato il memoir Decision Points. La sua presenza nel dibattito pubblico si è progressivamente diradata. Nel 2025 è tornato in scena in occasione dei funerali di Dick Cheney,  vicepresidente degli Stati Uniti d'America durante i suoi due mandati. Dalla fine della presidenza è tornato in Texas: vive nei pressi della città di Crawford in una tenuta immersa nella natura e composta da 1600 acri di terreno.

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