Terremoto Venezuela, bimbo di 9 anni vivo sotto le macerie: soccorsi tentano salvataggio

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I soccorritori sono impegnati in una corsa contro il tempo per salvare Fabio, rimasto intrappolato da otto giorni sotto le macerie di un edificio crollato a Caraballeda, nello Stato di La Guaira. Aumentano intanto le vittime del sisma: sono oltre 2.500

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I soccorritori sono impegnati in una corsa contro il tempo per salvare Fabio, un bambino di nove anni rimasto intrappolato da otto giorni sotto le macerie di un edificio crollato a Caraballeda, nello Stato venezuelano di La Guaira, dopo il duplice terremoto che ha devastato il Venezuela il 24 giugno. Secondo la Protezione civile, il piccolo si trova a circa sei metri dalle squadre di soccorso, composte anche da specialisti provenienti da Argentina ed El Salvador. Il tentativo di salvataggio arriva poche ore dopo il recupero in vita di un uomo rimasto sotto le macerie per otto giorni e alimenta la speranza di trovare altri sopravvissuti, mentre il bilancio ufficiale sale: i morti sono oltre 2.500, come ha detto la presidente ad interim, Delcy Rodriguez. "Siamo ancora nella fase della ricerca di persone vive sotto le macerie: dobbiamo continuare a essere uniti e lavorare insieme. Non è il momento dello scontro politico. Anche dall'opposizione mi hanno dato una mano".

Rodriguez: "Politicizzare crisi come questa è spregevole"

La presidente ad interim del Venezuela ha anche denunciato i "laboratori mediatici" che, a suo dire, avrebbero cercato di condizionare l'opinione pubblica sostenendo che le autorità sarebbero entrate in azione in ritardo, fino a 72 ore dopo il terremoto. "Le nostre autorità sono intervenute immediatamente. Il dispiegamento di agenti di polizia e militari ha raggiunto quota 4.000 unità entro 24 ore, 11.000 entro 48 ore e ora ne conta 19.000", ha dichiarato Rodríguez nella prima conferenza stampa a otto giorni dal sisma. Per la stessa ragione, ha difeso la sua scelta, contestata da più parti, di militarizzare lo stato de La Guaira, controllando l'accesso alla zona più colpita.

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Onu: "Nessun ostacolo agli aiuti"

Intanto, il Coordinatore residente e Coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Venezuela, Gianluca Rampolla del Tindaro, ha chiarito che "non esiste assolutamente alcuna barriera all'accesso degli aiuti umanitari in Venezuela". Ha quindi escluso che vi siano ostacoli all'ingresso dei soccorsi internazionali dopo il terremoto. "Tutte le squadre di ricerca e soccorso che sono arrivate sono entrate. È necessario un coordinamento, ma non ci sono limitazioni di accesso", ha affermato il funzionario  dell'Onu. "Parliamo di oltre mille edifici colpiti, di una cinquantina di squadre di soccorso internazionali, oltre ai team della Protezione civile venezuelana. Raggiungere ogni edificio richiede tempo", ha osservato, sottolineando che la presenza di familiari impegnati nelle ricerche è una realtà comune nelle grandi catastrofi.

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