Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Usa-Iran, cessate il fuoco e riapre Hornuz: i punti dell'intesa (ma nodo nucleare resta)

Mondo
Ipa/Ansa

Introduzione

Dopo tre mesi di conflitto, Washington e Teheran annunciano un'intesa con firma imminente che potrebbe chiudere la guerra. Il testo, dato per "concordato" da fonti negoziali, non è però ancora stato diffuso integralmente e su alcuni nodi centrali (il nucleare in primis) emergono versioni discordanti tra le due parti. Ecco i punti dell'accordo secondo quanto trapelato finora.

Quello che devi sapere

Cessate il fuoco su tutti i fronti

L'accordo imporrebbe lo stop immediato e permanente delle ostilità su ogni fronte, Libano incluso. È previsto inoltre l'impegno di Washington a non interferire negli affari interni iraniani e a rispettare la sovranità della Repubblica Islamica.

 

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Riapertura di Hormuz e fine del blocco navale

Gli Stati Uniti revocherebbero il blocco imposto ai porti iraniani entro 30 giorni dalla firma, rinunciando a ogni interferenza sul transito delle navi dirette verso l'Iran o in partenza dai suoi scali. Tra i punti inclusi nel memorandum tra Stati Uniti e Iran ci sarebbe in primis la riapertura dello Stretto di Hormuz. Giallo sulla questione pedaggi: mentre gli Usa dicono che non ci saranno da Teheran fannno sapere che i pagamenti per i passaggi saranno dovuti. Secondo le indiscrezioni verrebbe riaperto entro 30 giorni, "con accordi con l'Iran".

Previste poi anche la concessione all'Iran di un allentamento delle sanzioni in caso di rispetto degli accordi e l’estensione del cessate il fuoco per 60 giorni, anche in Libano, periodo durante il quale si terrebbero i negoziati sul nucleare. L'allentamento delle sanzioni, come riporta Axios, aumenterebbe se l'Iran rispettasse l'accordo iniziale e dimostrasse "buona fede" nei successivi negoziati: "Non c'è una data precisa per l'allentamento delle sanzioni e sarà legato all'attuazione dell'accordo", ha sottolineato la fonte al media americano.

 

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Ritiro delle truppe americane e soldi per ricostruzione

Washington si impegnerebbe a richiamare le proprie forze militari dispiegate nell'area attorno all'Iran. È prevista la sospensione delle misure restrittive statunitensi sul greggio iraniano. Stati Uniti e alleati, inoltre, metterebbero a punto piani di ricostruzione per l'Iran per un valore di almeno 300 miliardi di dollari.

Il nodo irrisolto del nucleare

Resta il capitolo più controverso, sul quale le due capitali rivendicano "differenze" nella bozza. L'agenzia iraniana Irna sostiene che, nel quadro dell'attuale memorandum, non sia stato raggiunto alcun accordo sulla questione. Una versione che contrasta con quella di un alto funzionario della Casa Bianca, secondo cui Teheran avrebbe invece accettato di smantellare il proprio programma nucleare e distruggere le scorte di uranio arricchito, senza poter recuperare i fondi congelati finché tali impegni non saranno rispettati. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha spiegato che la discussione sul dossier nucleare e sulle sanzioni e' stata rinviata alla seconda fase, che dura 60 giorni.

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Sblocco degli asset

La bozza prevede lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani e l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio per verificare l'attuazione dell'intesa. Stando al media statunitense, l'Iran ha insistito per ricevere immediatamente una parte dei fondi alla firma di qualsiasi accordo iniziale, mentre gli Stati Uniti hanno affermato che saranno sbloccati in tranche in base al rispetto degli accordi. Secondo le fonti, gli Stati Uniti, l'Iran e il Qatar hanno discusso nei giorni scorsi di un meccanismo che consentirebbe all'Iran di accedere a parte dei suoi fondi congelati in Qatar per l'acquisto di beni umanitari. 

Il via libera dell'Onu

Come già nelle precedenti versioni negoziate, anche questa bozza stabilisce che l'accordo definitivo dovrà passare per una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran potrebbe avvenire "nei prossimi giorni" a Ginevra. Non ci sarà Trump ma dovrebbe esserci il suo vice J.D. Vance.

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