Canada, divieto di utilizzo dei social ai minori di 16 anni: la proposta di legge

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L'iniziativa canadese si inserisce nel crescente dibattito internazionale sulla tutela dei minori online. La proposta prevede anche nuove regole su intelligenza artificiale e contenuti dannosi, con un organismo incaricato di vigilare sulle piattaforme

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Il governo canadese ha presentato una proposta di legge che ha l'obiettivo di vietare i social media ai minori di 16 anni e di introdurre nuove misure di sicurezza per l'utilizzo dei chatbot basati sull'intelligenza artificiale. Seguendo l'esempio dell'Australia, che ha già adottato una normativa simile. A differenza del modello australiano, però, la versione canadese prevede una possibile deroga: le piattaforme potranno evitare il blocco se dimostrano di avere misure efficaci per ridurre i rischi per i minori. La notizia è riportata dalla BBC.

Il contesto internazionale 

A dicembre 2025 l'Australia è diventata il primo Paese a introdurre un divieto di accesso per gli under 16, seguita da Indonesia e Malaysia. Misure analoghe sono allo studio anche in diversi Stati europei, dove il tema della tutela dei minori online è entrato stabilmente nell'agenda politica.

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Il Safe Social Media Act

Il provvedimento, denominato Safe Social Media Act, è stato depositato alla Camera dei Comuni dal ministro dell'Identità canadese e della Cultura Marc Miller. L'iniziativa arriva alla vigilia del vertice G7 in Francia, dove i leader discuteranno nuove strategie per proteggere bambini e adolescenti dai pericoli online. 

Regole su IA e contenuti dannosi

Il testo introduce un quadro regolatorio più ampio, che riguarda anche i chatbot basati sull'intelligenza artificiale e la gestione dei contenuti online potenzialmente dannosi. È prevista la creazione di un'autorità indipendente, la Digital Safety Commission of Canada, incaricata di verificare la conformità delle aziende tecnologiche e di imporre eventuali sanzioni, che potranno arrivare fino a 10 milioni di dollari o al 3% del fatturato globale lordo.

Le categorie di rischio individuate

La proposta elenca sette tipologie di contenuti considerati pericolosi, tra cui materiale che incita al bullismo contro un minore, che promuove l'odio o che stimola comportamenti violenti. L'obiettivo dichiarato è definire un perimetro chiaro di ciò che deve essere limitato o rimosso per tutelare gli utenti più giovani.

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