Megattera Timmy, la Danimarca vuole spostare la carcassa sulla terraferma: "Può esplodere"
MondoDopo essere stata trovata morta, si vuole trasportare l'animale a Grenaa, in un porto dello Jutland. I motivi sono legati alla sicurezza e all'ambiente: le autorità hanno già avvertito di non avvicinarsi per il rischio di contagio e perché la carcassa è pronta a esplodere
La megattera Timmy dovrà affrontare ancora un viaggio. Dopo che l'animale è stato trovato morto al largo dell’isola di Anholt, la Danimarca vuole trasportarne la carcassa in un porto dello Jutland. Il motivo è relativo a sicurezza e ambiente: l’animale giace in acque poco profonde su una spiaggia molto frequentata e, secondo le autorità, potrebbe causare disagio a residenti e turisti. Negli ultimi giorni la carcassa di Timmy si è gonfiata sempre di più, a causa dei gas di putrefazione nel corpo. Per questo motivo, si vuole provare a trasportare la balena nel porto di Grenaa sulla terraferma, ha comunicato l'autorità alla Deutsche Presse-Agentur.
L'operazione, programmata per giovedì 21 maggio, durerà probabilmente l'intera giornata prima che la balena venga sottoposta ad autopsia, venerdì 22. "A Grenaa, scienziati e veterinari effettueranno gli esami e i prelievi di campioni, come già fatto in occasione di precedenti spiaggiamenti di balene di grandi dimensioni". Se non si riuscisse a spostare la balena nel porto, i danesi intendono esaminarla ad Anholt. L'Autorità danese per l'ambiente ha già avvertito di non avvicinarsi all'animale, per il rischio di contagio e perché la carcassa potrebbe esplodere.
La storia di Timmy
I riflettori su Timmy, soprannominata così dai giornali tedeschi, si sono accesi a marzo quando la balenottera, lunga dodici metri e pesante dodici tonnellate, era stata trovata vicino alle coste di Wismar, in Germania, impigliata in una rete da pesca. Bloccata lungo le coste settentrionali della Germania, la megattera si era poi liberata prima di arenarsi più volte successivamente tra Wismar, Timmendorfer Strand e l’isola di Poel.
Alcuni attivisti di Sea Shepherd, un’organizzazione non profit, avevano provato a rimuovere la rete da pesca mentre la guardia costiera tedesca aveva utilizzato escavatori anfibi galleggianti per smuoverla, riuscendoci solo dopo diversi tentativi.
L'animale, indebolito e già in pessime condizioni, era stato trasportato nel Mare del Nord e liberato da un'iniziativa privata. Per il trasporto era stata utilizzata una grande vasca galleggiante, al termine di un intervento che aveva coinvolto autorità, esperti e volontari. L’intera operazione di salvataggio aveva sollevato polemiche e diviso chi sosteneva di non spostare la megattera per non accanirsi su una situazione già compromessa e chi, invece, supportava ogni azione possibile per poterla salvare.