Ebola, Oms dichiara emergenza dopo 88 morti nella Repubblica Democratica del Congo

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L'epidemia non è al momento classificata come pandemia, nonostante l'allerta internazionale. Le autorità sanitarie spiegano che i livelli di diffusione non sono ancora definiti e che la situazione resta in evoluzione

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Un laboratorio ha confermato un caso di Ebola a Goma, importante città dell'est della Repubblica Democratica del Congo sotto il controllo della milizia ribelle M23, sostenuta dal Ruanda. Lo hanno riferito le autorità sanitarie locali. "Un caso positivo a Goma è stato confermato dai test effettuati dal laboratorio. Si tratta della moglie di un uomo morto di Ebola a Bunia, che si è recata a Goma dopo la morte del marito, essendo già infetta", ha dichiarato il professor Jean-Jacques Muyembe, direttore dell'Istituto Nazionale Congolese per la Ricerca Biomedica (Inrb).

Emergenza sanitaria internazionale dell'Oms

Nelle scorse ore, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato un'emergenza sanitaria internazionale per l'epidemia di un raro ceppo di Ebola Bundibugyo, che ha causato 88 morti nella Repubblica Democratica del Congo. L'agenzia dell'Onu ha avvertito che non esistono vaccini contro questa variante della febbre emorragica per la quale sono stati segnalati 336 casi. L'Oms ha attivato il secondo livello più alto di allerta, precisando che non sono ancora chiari i livelli di diffusione. L'Ong Medici senza Frontiere ha definito la situazione "estremamente preoccupante" e ha spiegato che sta preparando "una risposta su larga scala". L'epidemia al momento non è classificata come pandemia perché, spiega l'Oms, non ne rispetta i criteri. 

Contesto epidemiologico e trasmissione

Questa febbre emorragica altamente contagiosa ha ucciso 15 mila persone in Africa negli ultimi 50 anni. La più letale epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, verificatasi tra il 2018 e il 2020, ha causato quasi 2.300 morti e 3.500 casi. L'attuale è la 17esima nel Paese da quando la malattia è stata identificata per la prima volta nel 1976 nell'allora Zaire. L'ultima epidemia, dichiarata nell'agosto del 2025 nella regione centrale del Paese, ha causato almeno 34 decessi prima di essere dichiarata eradicata a dicembre. La trasmissione del virus da uomo a uomo avviene attraverso i fluidi corporei, con i sintomi principali rappresentati da febbre, vomito, emorragie e diarrea. Gli individui infetti diventano contagiosi solo dopo la comparsa dei sintomi, a seguito di un periodo di incubazione che va dai due ai 21 giorni.

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