Dopo la sconfitta elettorale nelle amministrative del 7 maggio, il sostegno dei deputati laburisti nei confronti di Starmer è in forte calo e almeno la metà dei 403 parlamentari della maggioranza si è schierata contro di lui. Intanto, l'ex ministro della Sanità Wes Streeting, che nelle scorse ore ha annunciato le dimissioni, ha sfidato la leadership del premier
È crisi politica nel Regno Unito. Dopo la sconfitta elettorale nelle amministrative del 7 maggio, il sostegno dei deputati laburisti nei confronti del premier britannico Keir Starmer è in forte calo. Almeno la metà dei 403 parlamentari eletti della maggioranza si è infatti schierata contro il primo ministro. Secondo quanto emerso da un giro di consultazioni interne tra i banchi del Labour alla Camera dei Comuni, circa 230 deputati hanno chiesto il passo indietro di Starmer e circa un centinaio le sue dimissioni. Nel frattempo, Wes Streeting, l'esponente della destra interna, ha rassegna le dimissioni dal ruolo di ministro della Sanità lanciando una sfida alla leadership del primo ministro, candidandosi così a "spodestare" Starmer come capo del partito di maggioranza e del governo.
La crisi di governo nel Regno Unito
Secondo il ministro per le Politiche abitative, Steve Reed, il premier britannico è "impopolare" ma "non intende dimettersi", perché "non vuole replicare il caos nella successione" avvenuto in precedenza nei governi conservatori. Intanto, si apre la strada per una candidatura del sindaco di Manchester, Andy Burnham, nell'elezione suppletiva per il seggio di Makerfield, dopo che il deputato Josh Simons ha annunciato le dimissioni per favorire un ritorno in Parlamento del popolare esponente della "soft left" e una successiva sfida alla leadership di Starmer. La crisi politica nel Regno Unito sta però pesando sull'economia del Paese: la sterlina è scesa ai minimi da un mese, con un calo dello 0,4% rispetto al dollaro.