Quando le immersioni finiscono in tragedia: i precedenti che hanno coinvolto sub italiani
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Negli ultimi anni si sono verificati diversi incidenti mortali che hanno coinvolto subacquei italiani durante immersioni all’estero, spesso in località considerate mete di riferimento per il diving. Prima della tragedia avvenuta ieri alle Maldive, dove cinque connazionali sono morti durante un’immersione nell’atollo di Vaavu (CHI ERANO), altri episodi simili avevano già segnato il mondo delle immersioni subacquee.
Quello che devi sapere
La tragedia di Sangalaki nel 2015
A Ferragosto del 2015 tre sub milanesi, Alberto Mastrogiuseppe, 36 anni, Michela Caresani e Daniele Buresta, entrambi di 33 anni, scomparvero durante un’immersione al largo dell’isola di Sangalaki, a est del Borneo.
I tre facevano parte di un gruppo più numeroso impegnato in un’escursione in una zona conosciuta per la presenza di forti correnti. Dopo l’immersione non riuscirono a tornare in superficie. Le ricerche proseguirono per circa dieci giorni, ma i corpi non vennero mai ritrovati. Negli anni successivi le indagini si sono concentrate anche sulle condizioni di sicurezza dell’escursione, con dubbi avanzati sulle licenze del diving center.
L’incidente nella grotta sommersa in Repubblica Dominicana
Nel febbraio del 2019 due sub italiani, Carlo Basso di 44 anni, e Carlo Barbieri di 57 anni, persero la vita durante un'immersione in una grotta sommersa nel lago El Dudu, nella Repubblica Dominicana. Entrambi erano subacquei esperti, ma durante l’esplorazione rimasero intrappolati in un tunnel a circa 100 metri di profondità all’interno di una cavità carsica sommersa.
I tre sub morti alle Isole Formiche
Incidenti mortali si sono verificati anche in Italia. Ad agosto 2014 i sub Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gianluca Trevani, morirono durante un’immersione nelle acque delle Isole Formiche, nell’arcipelago toscano. Le perizie tecniche condotte dopo la tragedia rilevarono la presenza di monossido di carbonio nelle bombole di ossigeno utilizzate dai sub, con una contaminazione delle miscele respirabili. Nel 2016 il tribunale di Grosseto ha accolto il patteggiamento a due anni di reclusione da parte del gestore e dell'aiutante di un centro diving di Talamone.
Le vittime della tradegie alle Maldive
I cinque italiani morti nel corso di una immersione subacquea alle Maldive sono la docente e ricercatrice dell'Università di Genova Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino di Poirino, ricercatrice del Torinese, e gli istruttore subacquei Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri di Borgomanero, del Novarese.
Alimathà: la meta amata dai sub dove sono morti i cinque italiani
Alimathà, l’isola nei pressi della quale sono morti i cinque italiani dispersi durante un’immersione subacquea nell’atollo di Vaavu, è considerata una delle mete più apprezzate delle Maldive dagli appassionati di immersioni. Raggiungibile in circa un’ora di motoscafo da Malé, offre accesso ad alcuni dei fondali più spettacolari dell’Oceano Indiano. L’Atollo Vaavu, conosciuto anche come Felidhoo Atoll, è particolarmente noto tra i subacquei per i cosiddetti “kandu”, canali naturali che collegano la laguna interna al mare aperto. Le correnti che si formano in queste aree attirano numerose specie marine.
Come si raggiunge Alimathà
Alimathà, ospita un rinomato resort privato, ed è raggiungibile in barca con una traversata di circa un’ora oppure in idrovolante, con un volo della durata di circa 20-30 minuti. Nelle acque dell’atollo di Vaavu è frequente incontrare squali grigi di barriera, squali pinna bianca, squali nutrice, aquile di mare, barracuda, tonni. In alcuni periodi dell’anno è inoltre possibile incontrare mante e squali martello.