Lo riporta il Times citando alcuni alleati del ministro. Un portavoce di Streeting ha escluso le dimissioni durante il King’s Speech in corso in Parlamento, ma secondo i media britannici potrebbe lasciare il governo entro domani
Dopo la sconfitta elettorale alle amministrative del 7 maggio, cresce la pressione interna su Keir Starmer. Il primo ministro britannico ha incontrato questa mattina a Downing Street il ministro della Salute Wes Streeting, considerato un possibile rivale per la leadership. Il colloquio, durato appena 16 minuti, è avvenuto poche ore prima della presentazione del programma del governo per il prossimo anno nel Discorso del Re. Come riportano i media britannici, Streeting, esponente della destra interna al Labour, ha lasciato Downing Street senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti che gli chiedevano se fosse pronto a dimettersi o a candidarsi contro Starmer.
Media: Streeting pronto a sfidare Starmer
Secondo quanto riferito da alcuni suoi alleati al Times, il ministro della Sanità sarebbe pronto a dimettersi per avviare una sfida formale alla leadership del premier britannico Keir Starmer. Nell'incontro di questa mattina con il primo ministro ci sarebbe stato un duro scontro diretto sulla crisi che attanaglia il Labour dopo la devastante sconfitta elettorale nelle amministrative del 7 maggio. Secondo il quotidiano britannico sarebbe inoltre in corso la raccolta delle firme necessarie per avviare ufficialmente la procedura di sfida alla leadership. Per far partire il meccanismo servono almeno 81 deputati laburisti. Un portavoce di Streeting ha negato che il ministro si possa dimettere in contemporanea con il King's Speech in corso in Parlamento, ma secondo i media le dimissioni potrebbero scattare entro domani.
Re Carlo: “Sostegno a Nato anche con aumento spese difesa”
Nella tarda mattinata re Carlo III e la regina Camilla sono arrivati in carrozza a Westminster per il tradizionale Discorso del Re sul programma annuale del governo britannico. Come previsto dalla tradizione, sul Palazzo di Westminster la bandiera del Regno Unito è stata abbassata e sostituita con lo stendardo reale britannico. “La Gran Bretagna conferma il suo impegno nella Nato, anche con più investimenti nella difesa”. A preannunciarlo è stato re Carlo III, nel discorso in parlamento. "Il mio governo sosterrà anche l'impegno indissolubile del Regno Unito nei confronti della Nato e dei nostri alleati nell'Alleanza, anche attraverso un aumento sostenuto delle spese per la difesa", ha detto il sovrano.
Le tensioni nel Labour
Come ricordato dai media britannici, l’incontro tra Starmer e Streeting è avvenuto in un contesto di crescenti richieste di dimissioni per il primo ministro. Diversi membri del governo con incarichi minori hanno lasciato l’esecutivo e quasi cento deputati laburisti hanno chiesto un calendario per l’uscita di scena del leader o le sue dimissioni immediate. Ma Starmer ha ribadito di voler "continuare a governare" rivendicando il "mandato" popolare ricevuto alle politiche del 2024. "Il partito laburista ha una procedura per mettere in discussione la leadership, e quella procedura non è stata attivata", ha dichiarato ieri, dopo la riunione del consiglio dei ministri, ricordando che per innescare una sfida formale sono necessarie le firme di 81 deputati.