Meta, la Cina blocca l'acquisizione dell'AI di Manus

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Il colosso di Facebook e Instagram aveva concordato l'acquisizione della startup con sede a Singapore. Ma la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma di Pechino ha annunciato che "vieterà gli investimenti stranieri nell'acquisizione del progetto Manus" e "richiederà alle parti coinvolte di ritirare la transazione di acquisizione"

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La Cina ha bloccato l'acquisizione di Manus, startup specializzata in intelligenza artificiale, da parte di Meta. A riferirlo è stato il principale organismo di pianificazione economica del Paese, a seguito di una revisione normativa che avrebbe anche impedito a due dei co-fondatori di lasciare il Paese. Il colosso di Facebook e Instagram aveva infatti concordato l'acquisizione della startup con sede a Singapore. Accordo che, secondo gli analisti, avrebbe potuto incontrare ostacoli da parte delle autorità di regolamentazione, in un contesto di forte rivalità tecnologica tra Washington e Pechino. La Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma di Pechino ha quindi annunciato che "vieterà gli investimenti stranieri nell'acquisizione del progetto Manus" e "richiederà alle parti coinvolte di ritirare la transazione di acquisizione".

Il blocco della Cina 

L'amministratore delegato Xiao Hong e il responsabile scientifico Ji Yichao, residenti a Singapore, sarebbero stati convocati a Pechino a marzo e informati che non avrebbero potuto lasciare la Cina a causa di una revisione normativa sull'acquisizione da parte di Meta. La Commissione di Pechino, oltre ad annunciare il divieto di “investimenti stranieri”, ha ribadito che ciò avviene "in conformità con le leggi e i regolamenti". Creata dalla startup Butterfly Effect, Manus è una stratup di AI in grado di analizzare e riassumere curriculum vitae o creare siti web per l'analisi azionaria.

L'accordo di Meta

Lo scorso dicembre Meta aveva dichiarato che l'accordo avrebbe "portato un agente leader a miliardi di persone e aperto nuove opportunità per le aziende in tutti i nostri prodotti". Un'acquisizione che, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, era probabilmente finalizzata a espandere le capacità del colosso statunitense nell'ambito delle attività legate all'intelligenza artificiale e che potrebbe valere più di 2 miliardi di dollari. 

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