Suicidio assistito, il caso Wendy Duffy: 56enne in buona salute morirà in clinica Svizzera

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Foto New York Post

La sua storia riaccende il dibattito sulla legge britannica, ferma alla Camera dei Lord nonostante l'approvazione dei Comuni. La clinica Pegasos è al centro di nuove polemiche per aver accolto persone che non soffrono di malattie terminali

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Wendy Duffy, 56 anni, ex assistente sociale senza patologie fisiche, ha deciso di porre fine alla propria vita in Svizzera. Il suo caso ha riacceso il dibattito britannico sulla legge sulla morte assistita, ferma alla camera dei Lord nonostante l'approvazione dei Comuni. Prima di partire, Duffy ha lasciato una lettera ai suoi cari e ha scelto abiti e musica per gli ultimi momenti. 

L'accesso alla clinica e il dolore per la perdita del figlio

Dopo diverse valutazioni psichiatriche e il pagamento di 10.000 sterline, Duffy ha ottenuto un posto alla Pegasos, una delle cliniche più discusse, dove è possibile mettere fine alla propria esistenza. Alla base della sua sofferenza c'è la morte del figlio, Marcus, 23 anni, soffocato accidentalmente mentre era in casa. "Non provo più alcuna gioia", ha dichiarato al Daily Mail, spiegando di non aver mai superato quel lutto. Una volta ricevuta la conferma dalla clinica, Duffy ha aspettato che i suoi due cani morissero di vecchiaia. Ha poi impostato sul telefono un conto alla rovescia verso la data stabilita. Ha chiesto che la finestra della sua stanza resti aperta, un gesto simbolico legato alla sua idea di liberazione dello spirito. 

La legge britannica sulla morte assistita

Il caso ha riportato al centro dell'attenzione la proposta di legge attualmente in discussione. Le norme prevedono la possibilità di accedere alla morte assistita solo per i malati terminali con meno di sei mesi di vita, e dopo la valutazione di due medici e di un pannello di esperti. Il testo, approvato dai Comuni, rischia però di decadere alla camera dei Lord, dove la scadenza è fissata per venerdì. Il mese scorso cento deputati laburisti avevano scritto al premier Keir Starmer affinché intervenisse per facilitare l'iter, ma senza successo.

La storia di Marcus e le polemiche sulla Pegasos 

Marcus, il figlio di Duffy, era rientrato a casa dopo una serata al pub e si era preparato da mangiare. Un pezzo di pomodoro gli si era bloccato in gola e, nonostante i tentativi della madre di soccorrerlo, non era sopravvissuto. Duffy aveva già tentato in passato di togliersi la vita, senza riuscirci e rischiando gravi conseguenze fisiche. Fondata nel 2019 a Basilea da Ruedi Habegger, la Pegasos è stata al centro di diverse polemiche per aver aiutato a morire persone senza diagnosi di malattia terminale. 

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