Intervenendo all'Università di Tsinghua, a Pechino, nel primo appuntamento ufficiale della sua visita, il premier spagnolo ha sottolineato che senza la collaborazione delle grandi potenze, a partire dalla Cina, non è possibile costruire un ordine internazionale stabile ed equilibrato
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha invitato la Cina a svolgere un ruolo più incisivo nel rafforzamento del sistema multilaterale, chiedendo a Pechino di contribuire al rispetto del diritto internazionale e alla fine dei conflitti, dall'Iran all'Ucraina, fino a Libano, Gaza e Cisgiordania. Intervenendo all'Università di Tsinghua, a Pechino, nel primo appuntamento ufficiale della sua visita, Sanchez ha sottolineato che senza la collaborazione delle grandi potenze, a partire dalla Cina, non è possibile costruire un ordine internazionale stabile ed equilibrato. "La Cina fa molto, e lo apprezziamo, ma può fare di più chiedendo il rispetto del diritto internazionale e la fine dei conflitti", ha affermato. Il premier ha collegato il tema anche al fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana, ribadendo che il diritto internazionale resta la base dell'ordine globale e che Europa e Cina possono svolgere un ruolo decisivo per garantirne il rispetto.
Sanchez ha quindi evidenziato il ruolo dell'Europa come attore centrale per stabilità, prosperità e pace, sostenendo che senza un'Europa unita non puo' esistere un ordine internazionale stabile, così come senza il contributo della Cina. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato il peso crescente di Pechino, primo esportatore mondiale di beni e tra i principali attori nei servizi, evidenziandone il ruolo nella lotta al cambiamento climatico e nella riduzione della povertà. "La Cina è chiamata a svolgere un ruolo essenziale nel futuro del mondo", ha detto. Secondo Sanchez, l'attuale fase globale non rappresenta un semplice trasferimento di egemonia, ma una moltiplicazione dei poli di potere e prosperità. Una visione multipolare che, ha aggiunto, la Spagna sostiene puntando su cooperazione e dialogo, anche con Paesi come Brasile, India, Sudafrica e Messico. Perché questo equilibrio funzioni, ha aggiunto, servono relazioni commerciali più equilibrate e reciproche, oltre a un maggiore impegno delle grandi potenze nella gestione dei beni pubblici globali, dalla lotta al cambiamento climatico alla sicurezza. Ha infine invitato Pechino a non sottovalutare il peso dell'Unione europea, definita il più grande blocco commerciale al mondo e una delle principali economie globali.