Principe Harry querelato da ong anti-Aids da lui cofondata per presunta diffamazione

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La denuncia nasce da una disputa interna scoppiata lo scorso anno tra il principe e il consiglio di amministrazione dell’ong. Dopo un’indagine della Charity Commission, conclusa con rilievi formali, il Cda ha deciso di rivolgersi alla giustizia civile

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Il principe Harry è stato querelato per presunta diffamazione davanti all'Alta Corte di Londra da Sentebale, un'associazione benefica per la lotta alla diffusione dell'Aids fra i bambini dell'Africa australe da lui stesso cofondata. Lo riportano i media del Regno Unito. La querela, depositata nelle ultime ore, nasce da una disputa interna scoppiata lo scorso anno tra il principe e il consiglio di amministrazione dell’ong.

La disputa con l’organizzazione

Il principe Harry aveva lasciato l’organizzazione a inizio 2025, dimettendosi dal ruolo di patrono assieme al principe ereditario del Lesotho dopo aver rivolto accuse di cattiva gestione al management e alla presidente esecutiva Sophie Chandauka. Quest'ultima aveva respinto le accuse, contro-accusando il duca di Sussex e il suo entourage di “bullismo”. Da qui, l'avvio di un'inchiesta amministrativa della Charity Commission britannica, organo di sorveglianza sulle attività delle associazioni di beneficenza, che ad aprile del 2025 aveva chiuso il fascicolo muovendo rimproveri formali a entrambe le parti, ma assolvendo tutti sulle contestazioni sostanziali contrapposte, ed escludendo i sospetti di bullismo o di misoginia evocati pubblicamente dalla presidente nei confronti di Harry. Il consiglio di amministrazione, presieduto da Chandauka, ha quindi deciso di rivolgersi alla giustizia ordinaria, presentando una querela in sede civile per "diffamazione e danno alla reputazione" avanzata nei confronti di Harry e di un suo ex fiduciario, Mark Dyer. 

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Harry respinge le accuse

Il principe Harry respinge "categoricamente" l'accusa di diffamazione presentata contro di lui presso l'Alta Corte di Londra. Lo ha annunciato in serata un portavoce. "In qualità di co-fondatore e membro fondatore del consiglio di amministrazione di Sentebale, respingono categoricamente queste accuse offensive e diffamatorie. È incredibile che i fondi di beneficenza vengano ora utilizzati per intraprendere azioni legali contro le stesse persone che hanno costruito e sostenuto l'organizzazione per quasi due decenni", ha affermato il portavoce in una dichiarazione.

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