Elezioni parlamentari e presidenziali in Perù, i candidati e lo scenario politico

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Domenica 12 aprile sono in programma le elezioni presidenziali in Perù: dopo una legislatura segnata da diverse turbolenze politiche, i sondaggi danno in vantaggio Fejko Fujimori, leader di Forza popolare e figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori. Previste anche le elezioni parlamentari con l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato

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Domenica 12 aprile è in programma il primo turno delle elezioni presidenziali in Perù. Circa 27 milioni di peruviani saranno chiamati ad eleggere il successore di José Maria Balcazar, nominato a febbraio dopo la destituzione del terzo presidente nel giro di 4 anni, José Jeri. Sono ben 35 i candidati presidenti: secondo i sondaggi nessuno di loro ha la possibilità di arrivare al 50% dei voti già in questo primo turno. Per questo il prossimo presidente del Perù sarà probabilmente eletto al ballottaggio, in programma il 7 giugno, nel quale si presenteranno i due candidati più votati.

I candidati

Un rilevamento di Datum International pubblicato nei giorni scorsi dà in vantaggio l'ultraconservatrice Kejko Fujimori, leader del partito Forza Popolare, con il 13% delle intenzioni di voto. Una vittoria che segnerebbe il ritorno dopo tre fallite elezioni per una figlia d’arte della politica peruviana: Kejko è infatti la figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, discusso ex presidente del Paese tra il 1990 e il 2000. Nei sondaggi riscuote successo anche un altro candidato, di segno conservatore: Rafael López Aliaga, ex sindaco di Lima tra il 2023 e il 2025 e leader del movimento Rinnovamento Popolare, fermo all'11,7%. Più indietro, al 6,9% circa, il comico Carlos Álvarez, sceso in politica con la formazione populista Un Paese per tutti. A decidere le elezioni saranno soprattutto gli indecisi, dati intorno al 25% nelle ultime settimane.

Le elezioni parlamentari

Insieme al voto presidenziale i peruviani sono chiamati a esprimersi anche per il rinnovo del Parlamento, che torna a essere bicamerale dopo la riforma del 2024. I 130 parlamentari della Camera dei deputati vengono scelti con un sistema proporzionale a lista aperta distribuito in 27 circoscrizioni plurinominali. Per ottenere l’accesso alla Camera, una forza politica deve raggiungere almeno il 5% dei voti su scala nazionale oppure conquistare non meno di sette seggi in una singola circoscrizione. La ripartizione dei posti avviene secondo il metodo D’Hondt. Per quanto riguarda il Senato, i 60 seggi complessivi sono attribuiti con una formula mista. Trenta senatori vengono infatti eletti in un collegio unico nazionale con criterio proporzionale, mentre gli altri trenta sono assegnati nei 27 collegi già utilizzati per la Camera dei Deputati. In questa distribuzione, la provincia di Lima dispone di quattro senatori, mentre ciascuna delle restanti 26 circoscrizioni ne elegge uno. A ciò si aggiunge la rappresentanza del Paese nel Parlamento andino, dove il Perù dispone di cinque seggi. Anche in questo caso, l’elezione avviene tramite un collegio unico basato su un sistema proporzionale a lista aperta.

La crisi politica degli ultimi 4 anni

Gli ultimi 4 anni in Perù sono stati particolarmente complicati. La vittoria di Pedro Castillo nel 2021 aveva infatti aperto una crisi politica senza precedenti, con tre presidenti che si sono succeduti. Dopo due procedimenti di impeachment, Castillo è stato destituito nel dicembre 2022, dopo il tentato scioglimento del Parlamento e la creazione di un governo di emergenza. A succedergli la vicepresidente Dina Boluarte, in carica per 3 anni e anche lei destituita dopo una procedura di impeachment nell’ottobre 2025. L'ultimo in ordine di tempo è stato il presidente del Parlamento peruviano, José Jeri, sfiduciato a febbraio di quest’anno. 

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