Bimbofication, cos'è il trend tornato alla ribalta dopo il caso del marito di Kristi Noem

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Il fenomeno è esploso sui social a seguito delle rivelazioni su Bryon Noem. Ma da dove viene? E cosa significa?

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Il caso del marito dell’ex segretaria della sicurezza interna statunitense Kristi Noem, il 56enne Bryon Noem che amava camuffarsi da donna particolarmente formosa, ha riportato nelle cronache il termine “bimbofication”. Si tratta di una crasi tra le parole “bimbo”, termine coniato negli Stati Uniti d’America alla vigilia degli anni Venti per identificare l’immagine di una donna attraente, ipersessualizzata e non particolarmente brillante, e il suffisso “fication”, derivato dal verbo latino “facere”, fabbricare.  

Le caratteristiche delle "bimbo"

L’immagine della donna viene iperfemminilizzata attraverso la costruzione di grandi seni rifatti, labbra eccessivamente voluminose, trucco vistosissimo, unghie lunghe e smaltate e atteggiamenti dalla sensualità fortemente accentuata. Sui social è diventato un trend catalogato sotto gli hashtag #bimboficatin e #bimbo, che sono esplosi sui social negli ultimi giorni e raggruppano una ampia serie di immagini a tema. Particolarmente popolare la tiktoker Chrissy Chlapeka, creator specializzata in contenuti “bimbo”. Il fenomeno, come dimostrato dal caso del marito di Kristi Noem, non si limita alle donne ma coinvolge anche gli uomini che oltre a intrattenere conversazioni con donne con queste caratteristiche, spesso si travestono essi stessi.

Non sono travestiti

Il fenomeno della “bimbofication” va oltre quello già noto del “travestitismo” proprio in virtù della sua specificità. Se i travestiti si limitano a indossare abiti femminili, i “bimbo” puntano tutto su forme, vestiti e make up estremamente vistosi, attraverso l’utilizzo, per esempio, di enormi protesi mammarie. Secondo gli esperti non si tratta di un modo di esprimere la propria identità sessuale ma piuttosto di una specie di gioco di ruolo a sfondo erotico o di esplorazione della propria sessualità.

Donna oggetto o soggetto?

Certamente le origini storiche del termine "bimbo" hanno radici fortemente patriarcali, identificando una figura di donna oggetto, scarsamente intelligente, volta a soddisfare le fantasie maschili. Col tempo però le cose sono invece progressivamente cambiate e molte donne hanno iniziato a reclamare il loro diritto  a esprimere la propria personalità attraverso la "bimbofication", con un passaggio evidente da oggetto a soggetto. Rimane comunque la sua natura più profonda di feticismo di origine maschile e di oggettivazione della donna.

I ritrovi sul web

Accanto ai social, dove i contenuti “bimbo” proliferano, esistono dei veri e propri siti internet a pagamento che aiutano chi lo vuole a intraprendere il suo percorso personale di “bimbofication”. Tra questi rientra Sissys Only, un nome che richiama la femminilizzazione di un uomo e la sottomissione in ambito bdsm. Al suo interno sono presenti veri e propri tutorial e consigli su come accettare e sviluppare la propria identità di “bimbo”. Altri luoghi di incontro onlien sono forum come Reddit o servizi a pagamento come Onlyfans.

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