Il dato raccolto attraverso il progetto Missing Migrants dell’Organizzazione Internazionale dei Migranti rappresenta l'inizio d'anno più tragico nel Mar Mediterraneo da quando l'ente ha iniziato a raccogliere questo tipo di informazioni nel 2014
Sono più di seicento le persone morte o disperse nelle acque del Mar Mediterraneo dall’inizio dell’anno. In base ai dati raccolti dell’Organizzazione Internazionale dei Migranti attraverso Missing Migrants - progetto attivo dal 2014 - nel primo trimestre del 2026 il numero delle vittime e dei dispersi in mare è il dato più alto registrato negli ultimi sedici anni. Il Progetto detiene l'unico database ad accesso aperto esistente a livello globale sui flussi migratori.
Missing Migrants: un progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo
Il progetto Missing Migrants monitora i decessi di migranti, inclusi rifugiati e richiedenti asilo, che sono morti o scomparsi durante il viaggio verso una destinazione internazionale. Il progetto è nato in risposta a diverse segnalazioni di persone morte o scomparse lungo le rotte migratorie in tutto il mondo, e in particolare a seguito dei due naufragi avvenuti nell'ottobre del 2013, in cui almeno 368 persone hanno perso la vita vicino all'isola italiana di Lampedusa. Questi dati vengono utilizzati per fornire informazioni utili all'Indicatore 10.7.3 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, relativo al "numero di persone decedute o scomparse durante il viaggio verso una destinazione internazionale". Il progetto rappresenta inoltre uno sforzo congiunto per contribuire all'Obiettivo 8 del Global Compact for Migration, che impegna gli Stati firmatari a "salvare vite umane e istituire sforzi internazionali coordinati per la ricerca dei migranti scomparsi".
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Come rintracciare un migrante scomparso
L’OIM non effettua il rintracciamento di migranti scomparsi in forma diretta ma nel corso degli anni ha elaborato un complesso sistema basato sulla cooperazione con altre organizzazioni, istituzioni, enti della società civile e lo ha fatto suddividendo le informazioni su base territoriale. Per accedere alle informazioni raccolte dall’ente basta rintracciare il sito web dell’organizzazione. I servizi dell’OIM sono sempre gratuiti.
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I viaggi ad alto rischio dal Nord Africa all’Europa
Il bilancio dell'OIM continua ad evidenziale il grave rischio corso da centinaia di migliaia di migranti che cercano di raggiungere le coste europee partendo dal Nord Africa, in particolare dalla Libia e da Sfax in Tunisia. L’Organizzazione segnala che nello stesso periodo sono stati 3.250 i migranti intercettati in mare e riportati in Libia. Tra questi, la grande maggioranza è composta da uomini, pari a 2.914 persone, mentre si contano anche 238 donne e 67 bambini. La rotta migratoria che più interessa l’Italia si chiama rotta del Mediterraneo centrale. Proprio nei giorni scorsi Alarm Phone ha intercettato e un'imbarcazione partita da Sfax in Tunisia con a bordo una sessantina di migranti. Al termine dei soccorsi in mare il bilancio è di 19 morti e 25 dispesi. I restanti 16 sono stati salvati e riportati a Sfax. "Nonostante i numerosi appelli alle autorità tunisine - hanno commentato gli operatori di Alarm Phone - non sappiamo ancora cosa sia successo ai dispersi. Questa tragedia non era affatto inevitabile, ma è il risultato delle omissioni della guardia costiera tunisina e dei suoi alleati europei".