Nessuna ragione politica, economica e nemmeno un allentamento del blocco petrolifero imposto da Trump all'isola. Permettere alla ‘Anatoly Kolodkin’ con a bordo 730mila barili di greggio è stata solo una decisione umanitaria. “Le persone hanno bisogno di riscaldamento, raffreddamento e di soddisfare le altre necessità”, ha detto il presidente Usa commentando la questione. Da tre mesi Cuba, che per Trump è amministrata da un governo "corrotto e inefficace", vive una crisi energetica e umanitaria
Dopo tre mesi di blocco, il 30 marzo una petroliera russa ha raggiunto Cuba. La nave ‘Anatoly Kolodkin’ è approdata sull’isola che sta attraversando una grave crisi energetica e umanitaria, solo dopo l’autorizzazione degli Stati Uniti. Questo, però, non significa un “cambio di politica” da parte degli Stati Uniti, come ha voluto sottolineare la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, secondo la quale Donald Trump ha preso quella decisione solo per "ragioni umanitarie".
Decisione per motivi umanitari
Da quando gli Usa hanno imposto l’isolamento petrolifero a Cuba, circa 3 mesi fa, la petroliera russa è la prima ad arrivare sull’isola. A bordo c’erano 100mila tonnellate di greggio, ovvero circa 730mila barili. Dietro alla decisione di Trump di lasciare arrivare il petrolio a l’Avana, però, non ci sarebbe nessuna motivazione di tipo politico o economico. La scelta sarebbe legata solo a questioni umanitarie considerando lo stato in cui si trova la popolazione: il petrolio arrivato a Cuba, infatti, dovrebbe garantire il fabbisogno dell’isola per circa due settimane. “Le persone hanno bisogno di riscaldamento, raffreddamento e di soddisfare le altre necessità”, ha commentato Trump dopo lo sbarco della petroliera sulle coste cubane.
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Il presidente Usa parlando dell’arrivo della nave russa ha anche cercato di minimizzare la questione affermando che “se un Paese vuole mandare petrolio a Cuba, io non ho problemi. Che sia la Russia o qualsiasi altro Paese”. Come ha però confermato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, la decisione di Trump è arrivata solo in seguito a un accordo tra Casa Bianca e Mosca, tant’è che fino ad ora nessun’altra nave straniera era potuta entrare in acque cubane. Donald Trump considera il governo di l’Avana "corrotto e inefficace" e parla dell’isola come di un Paese “finito” e per lui l’allentamento dell’isolamento petrolifero concesso il 30 marzo con l'arrivo della nave "non cambierà significativamente la situazione interna dell'isola".