L'obiettivo della proposta è quello di consentire le importazioni energetiche a scopo umanitario sull'isola, mitigando il blocco petrolifero imposto lo scorso gennaio da Donald Trump. "Se la situazione attuale continua e si esauriscono le riserve di combustibile del Paese, temiamo un rapido deterioramento, con la possibile perdita di vite", ha detto Francisco Pichón, coordinatore dell'Onu a Cuba
Un piano di emergenza da 94,1 milioni di dollari per Cuba che include il monitoraggio del combustibile. È questa la proposta delle Nazioni Unite per consentire le importazioni energetiche a scopo umanitario sull'isola, mitigando il blocco petrolifero imposto lo scorso gennaio dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo Francisco Pichón, coordinatore dell'Onu a Cuba, l'iniziativa punta a mantenere attivi i servizi essenziali. "Se la situazione attuale continua e si esauriscono le riserve di combustibile del Paese, temiamo un rapido deterioramento, con la possibile perdita di vite", ha dichiarato.
La proposta delle Nazioni Unite
Nel frattempo, l'organizzazione è in trattativa con Washington per trovare un accordo tramite un modello di tracciabilità. "La fattibilità e l'attuazione di questo piano d'azione dipendono ovviamente da soluzioni in materia di combustibile", ha ribadito Pichón. Il progetto va ad ampliare la risposta ai danni del recente uragano Melissa, in un contesto drammatico in cui i cubani subiscono interruzioni di corrente di oltre 20 ore al giorno mentre il governo applica un rigido razionamento.