USA, shutdown Sicurezza interna: voli a rischio e paralisi negli aeroporti

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Negli Stati Uniti lo stallo politico sul bilancio del Dipartimento della Sicurezza interna rischia di trasformarsi in un blocco prolungato con effetti concreti sul traffico aereo. Migliaia di lavoratori federali continuano a operare senza stipendio, mentre centinaia di agenti dell'Agenzia per la sicurezza dei trasporti (TSA) hanno lasciato il servizio o scelto assenze forzate. Negli aeroporti si accumulano code sempre più lunghe ai controlli, mettendo sotto pressione compagnie aeree e settore dei viaggi

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Da quasi un mese una parte essenziale dell’apparato federale americano lavora senza budget approvato. Il Dipartimento della Sicurezza interna (Department of Homeland Security) è bloccato da divergenze politiche tra democratici e repubblicani, e le conseguenze iniziano a vedersi soprattutto negli aeroporti, dove personale ridotto e procedure rallentate minacciano di creare disagi su larga scala.

Lo scontro sull’ICE

Il nodo principale riguarda l’Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia federale incaricata dell’immigrazione. I democratici chiedono restrizioni più severe, inclusa la necessità di un mandato giudiziario prima degli arresti e maggiore trasparenza nelle operazioni, dopo casi controversi che hanno portato alla morte di due cittadini americani durante interventi a Minneapolis. I repubblicani, dal canto loro, accusano l’opposizione di usare il bilancio del dipartimento come leva politica, definendo lo stallo uno "shutdown irresponsabile" che penalizza i cittadini e i viaggiatori.

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Lavoratori senza stipendio

Decine di migliaia di dipendenti federali sono in sospeso o lavorano senza retribuzione. Tra loro, gli agenti della Transportation Security Administration (TSA), responsabili dei controlli di sicurezza negli aeroporti, hanno ricevuto il primo cedolino a zero. Secondo il DHS, oltre 300 agenti hanno già lasciato il servizio dall’inizio della crisi, mentre altri preferiscono mettersi in malattia, riducendo ulteriormente il personale disponibile negli scali.

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Code sempre più lunghe

Gli effetti dello shutdown si stanno già facendo sentire in diversi scali statunitensi, con ritardi e lunghe attese ai controlli di sicurezza. All’aeroporto di Austin, in Texas, le file ai checkpoint si estendevano già fuori dall’edificio alle prime ore del mattino, intorno alle 5:30, come mostrano immagini diffuse dall’emittente locale KXAN. Molti passeggeri hanno denunciato attese superiori al normale, con procedure rallentate e personale ridotto a causa di dimissioni e assenze tra gli agenti. Il problema riguarda sia i voli nazionali sia quelli internazionali: con meno addetti ai controlli, il flusso di passeggeri è molto più lento e i tempi di attesa si accumulano rapidamente, aumentando lo stress e il rischio di perdere collegamenti aerei. La situazione rischia di peggiorare ulteriormente nelle prossime settimane, con l’arrivo dello spring break, periodo in cui milioni di americani si spostano per vacanze e viaggi brevi. Gli operatori aeroportuali avvertono che, se il blocco dei finanziamenti dovesse prolungarsi, le code potrebbero diventare ancora più estese e il caos nei terminal più evidente, con ripercussioni dirette sul traffico aereo e sulla puntualità dei voli.

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La pressione sull'industria dei viaggi

Le compagnie aeree e le associazioni del settore, tra cui Airlines for America guidata da Chris Sununu, hanno intensificato le pressioni su Congresso e Casa Bianca. L’obiettivo è garantire che gli agenti TSA ricevano lo stipendio e che le operazioni aeroportuali tornino alla normalità. Molti lavoratori stanno già cercando impieghi temporanei, dalla guida per servizi di ride sharing ai lavori nella ristorazione, mentre il pagamento degli arretrati potrebbe richiedere settimane anche dopo la fine dello shutdown.

Terzo shutdown del secondo mandato Trump

Quello attuale è il terzo blocco dei finanziamenti dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump: uno di pochi giorni a febbraio e uno di 43 giorni tra ottobre e novembre dello scorso anno. Se il Congresso non troverà presto un accordo, le conseguenze sui viaggi e sulla sicurezza negli aeroporti rischiano di diventare il segnale più visibile della paralisi politica a Washington, con impatti diretti su milioni di cittadini.

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