Vescovo caldeo di San Diego arrestato per riciclaggio negli Usa. Papa accetta dimissioni

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Il responsabile dell’eparchia di San Pietro Apostolo della città californiana, mons. Emanuel Hana Shaleta, è stato fermato mentre cercava di lasciare gli Stati Uniti ed è accusato oltre che di riciclaggio anche di appropriazione indebita di denaro. È in corso un’indagine del Vaticano e nel frattempo il Papa ha accettato la sua rinuncia al governo pastorale 

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Il vescovo caldeo dell'eparchia di Saint Peter the Apostle di San Diego dei Caldei negli Stati Uniti, mons. Emanuel Hana Shaleta è stato arrestato giovedì 5 marzo all’aeroporto della città californiana. Il fermo è avvenuto poche settimane dopo l’avvio di un’indagine ordinata dal Vaticano dove sono emerse le accuse di riciclaggio, appropriazione indebita di fondi e di condotta personale impropria. Il Papa ha accettato le sue dimissioni. 

Il Pontefice accetta la rinuncia al governo pastorale

Il Papa ha accettato martedì 10 marzo la sua rinuncia al governo pastorale che, secondo fonti vaticane, era stata presentata da Shaleta prima del suo arresto. Leone XIV ha nominato amministratore apostolico sede vacante della stessa circoscrizione mons. Saad Hanna Sirop

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Il vescovo aveva negato le accuse

Prima del suo arresto, Shaleta aveva respinto le denunce. In un intervento realizzato il 22 febbraio scorso nella sua cattedrale, ha assicurato di non aver mai abusato del denaro della Chiesa e ha sostenuto che le accuse facevano parte di una campagna contro la sua persona. Il prelato, si legge su infovaticana, ha affermato allora che parte del denaro contestato proveniva da donazioni destinate ad aiutare direttamente persone bisognose e che lui stesso si era occupato di distribuire quei fondi.

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