Gli Usa minacciano l'Ue sugli appalti per la Difesa: "No al Buy European o reagiremo"

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Washington definisce "sbagliata" un'eventuale linea protezionista e avverte che, in caso di clausole vincolanti, potrebbe rivedere le deroghe del suo 'Buy American', chiudendo a sua volta alle aziende Ue l'accesso agevolato ad alcune gare

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Gli Stati Uniti si oppongono duramente alla spinta europea per introdurre un "Buy European" nell'ambito degli appalti per la difesa e il settore militare.Lo si legge in un commento ufficiale fornito congiuntamente dai dipartimenti di Stato e della Difesa (il Pentagono) dell'amministrazione Usa, nell'ambito di una consultazione pubblica aperta dalla Commissione europea sulla revisione della direttiva sugli appalti nel settore della difesa."Gli Stati Uniti sostengono pienamente il riarmo europeo e il rilancio della base industriale europea della difesa. Tuttavia, tali sforzi non devono indebolire la base industriale transatlantica della difesa, compromettere la nostra capacità collettiva di fornire equipaggiamenti ai nostri militari, né mettere a rischio i benefici economici condivisi. Pertanto, gli Stati Uniti si oppongono fermamente a qualsiasi modifica della Direttiva che limiti la capacità dell'industria statunitense di sostenere o comunque partecipare agli appalti nazionali per la difesa degli Stati membri dell'Ue", si legge nel documento.

La posizione del governo Usa spiegata in 4 punti

"Politiche protezionistiche ed escludenti che estromettano con la forza le aziende americane dal mercato – mentre le maggiori imprese europee della difesa continuano a beneficiare ampiamente dell'accesso al mercato statunitense – rappresentano la direzione sbagliata", aggiunge l'amministrazione Usa, sottolineando che "un linguaggio di preferenza europea è già presente in vari programmi dell'Ue, ma la sua inclusione nella direttiva costituirebbe un punto di svolta per quanto riguarda l'impatto sui bilanci nazionali sovrani dei singoli Stati membri". La posizione del governo statunitense è chiara e articolata in quattro punti principali. Gli Stati membri devono poter mantenere piena flessibilità negli appalti della difesa; la preferenza europea nella Direttiva comprometterebbe il riarmo europeo e indebolirebbe l'interoperabilità e la prontezza della Nato; l'Ue non dovrebbe adottare politiche che ostacolino il raggiungimento degli obiettivi di capacità della Nato; la preferenza europea è in contrasto con gli impegni dell'Ue contenuti nella Dichiarazione congiunta Usa-Ue sul commercio del 2025 e con gli impegni e obblighi degli Stati membri previsti dagli Accordi di approvvigionamento reciproco per la difesa (Rdpa) applicabili. "Qualora misure di preferenza europea fossero attuate nelle leggi nazionali sugli appalti degli Stati membri, gli Stati Uniti probabilmente riesaminerebbero tutte le esenzioni generali e le deroghe esistenti alle leggi 'Buy American' concesse nell'ambito o in associazione con tali Rdpa. Di conseguenza, eventuali future eccezioni verrebbero valutate caso per caso e solo quando ritenute necessarie a sostenere i requisiti di interoperabilità e standardizzazione della Nato", conclude il commento ufficiale.

 

 

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