Il nono mese del calendario islamico dovrebbe cominciare il 18 febbraio. A far fede sarà l'osservazione del primo spicchio di luna crescente
Mercoledì 18 febbraio dovrebbe partire ufficialmente il Ramadan, il nono mese dell’anno del calendario islamico, quello in cui si pratica il digiuno e si commemora la prima rivelazione del Corano a Maometto. Essendo quello islamico un calendario lunare, l’effettivo inizio del mese di Ramadan viene accertato attraverso l’osservazione del primo spicchio di luna crescente, che si terrà a partire dalle 17:20 di martedì 17 febbraio in una collaborazione tra il Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma, l’Istituto Nazionale di Fisica e Astronomica (INAF) e l’Unione Astrofili Italiana (UAI).
L'incontro su Google Meet
L'incontro, viene spiegato in un comunicato ufficiale, avverrà per via telematica su Google Meet, con alcuni imam collegati da diverse sedi dell'INAF e della UAI. L’osservazione della luna sarà effettuata attraverso l’uso di strumenti ottici e il risultato sarà poi validato in base ai criteri religiosi. L’osservazione della luna crescente può variare anche a seconda delle condizioni meteo e per alcuni musulmani a far fede è la data stabilita ogni anno dalla Corte Suprema dell’Arabia Saudita.
In cosa consiste e quanto dura il Ramadan
Il Ramadan è un mese di digiuno dall’alba al tramonto, preghiera e riflessione per circa 2 miliardi di musulmani di tutto il mondo. Può durare 29 o 30 giorni e dovrebbe finire il 19 o 20 marzo (a far fede sarà sempre l’osservazione della luna). Il calendario lunare prevede una durata dei mesi inferiore rispetto a quello solare, ragion per cui ogni anno il Ramadan si sposta indietro di una decina di giorni. Esistono due scuole di pensiero diverse sull’inizio del Ramadan, quella della “regola dell’orizzonte unico”, per cui a far fede per tutti i musulmani è la prima osservazione in qualunque parte del mondo, e quella che segue la “regola dell’orizzonte locale”, che prevede un inizio diverso a seconda del fuso orario.
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Come funziona il digiuno del Ramadan
Tra le prescrizioni del mese di Ramadan la più nota è sicuramente quella della del digiuno: i musulmani adulti sani sono tenuti ad astenersi dal mangiare e dal bere, così come dagli atti immorali e dalla collera, dedicando più tempo alla preghiera, alla lettura del corano, alla carità. Il digiuno inizia all’alba dopo un pasto chiamato Suhur ed è seguito dal Fajir, la preghiera mattutina, e viene interrotto al tramonto con un l’Iftar, un altro pasto che precede il Maghreb, la quarta preghiera del giorno. In caso di giustificata interruzione del digiuno, i musulmani sono tenuti a versare la Fidya, una donazione compensativa valida per i giorni di digiuno saltati per necessità come malattie o anzianità e non recuperabili in un secondo momento. Chi invece interrompe intenzionalmente il digiuno, senza una valida ragione, deve ricorrere alla Kaffara, un atto di espiazione che consiste in un digiuno ininterrotto di 60 giorni o in una donazione che consenta di sfamare 60 persone bisognose. Il digiuno (Sawm) è il quarto pilastro dell’Islam.