Belgio, vertice informale leader Ue. Meloni: "Ok Eurobond". Draghi: "Economia peggiora"

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I Ventisette si sono riuniti nel castello di Alden Biesen: al centro dell'incontro il rafforzamento del mercato unico in un nuovo contesto geoeconomico. Presenti anche gli ex presidenti del Consiglio Mario Draghi ed Enrico Letta

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È stato il rafforzamento del mercato unico in un nuovo contesto geoeconomico il tema al centro del vertice informale dei 27 leader dell’Unione europea che si è svlto oggi, 12 febbraio, nel castello di Alden Biesen, a circa 40 chilometri da Liegi, in Belgio. Presenti anche gli ex presidenti del Consiglio italiani Mario Draghi ed Enrico Letta che hanno condiviso le loro prospettive sulla competitività europea. "Sugli eurobond personalmente sono favorevole, ma sapete che è uno dei dibattiti più divisivi qui in Europa", ha detto la premier Giorgia Meloni nel punto stampa prima del vertice. Poi ha aggiunto che "c'è sicuramente un motore tedesco-italiano sui temi, rafforziamo la cooperazione bilaterale con Germania, ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno altro. La Francia era al tavolo sulla competitività. Il ruolo di Merz è molto positivo e sono grata perché stiamo facendo un buon lavoro". I temi della competitività sono molti, "personalmente e a nome dell'Italia mi concentrerò sulla questione dei prezzi dell'energia. La prossima settimana porteremo in consiglio di ministri misure sull'energia".

Il pre-summit convocato da Meloni e Merz sulla competitività

I lavori odierni sono stati anticipati da un pre-summit Ue sulla competitività convocato da Giorgia Meloni e Friedrich Merz, insieme al premier belga Bart De Wever, prima del vertice nel castello di Alden Biesen. Oltre a Italia, Germania e Belgio hanno partecipato Slovacchia, Ungheria, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Lussemburgo, Finlandia, Croazia, Belgio, Cipro, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Romania, Grecia, Svezia. Presente anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

La partita per il rilancio dell’Ue

La base di partenza è fatta di tre priorità: semplificazione, neutralità tecnologica, accordi di libero scambio. L’obiettivo è il rilancio industriale e geopolitico dell’Europa. Nel paper redatto da Italia, Germania e Belgio c’è la battaglia contro il Green Deal, che va dalla richiesta di rivedere il sistema Ets e la Carbon Tax alla necessità di accelerare sulle misure omnibus. La novità sta nel concetto di freno di emergenza: si chiede di dare potere di intervento a uno o più Stati membri se, nel processo legislativo di una determinata misura Ue, dovessero emergere "eccessivi oneri burocratici". Ed è in questo indizio che si cela uno degli obiettivi strategici principali di Roma e Berlino, quello di trasformare la cooperazione rafforzata prevista dai Trattati in una cooperazione tra Stati. La gran parte dei 27 è ormai persuasa della necessità che il totem dell'unanimità vada superato.

Macron: "Decisioni concrete entro giugno, pronti a cooperazioni rafforzate"

"Condividiamo un sentimento di urgenza: l'Europa deve agire con chiarezza", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un punto stampa accanto al cancelliere tedesco Friedrich Merz. "La priorità è una reazione anzitutto a brevissimo termine che consiste nel mettere in atto tutto ciò su cui siamo d'accordo", ha affermato. "Dobbiamo andare veloci e avere decisioni molto concrete entro giugno". 

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Eurobond e Buy European

Fonti vicine al premier spagnolo Pedro Sanchez spiegano che Madrid vuole spingere per difesa del Buy European e della necessità di nuovo debito comune, netta apertura ad un'Europa che vada avanti a più velocità, in aree come la sicurezza o la difesa. L'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas, invece, rispondendo a chi chiedeva se fosse a favore del 'Buy European' come pilastro del rilancio industriale, ha detto: "Io sono una liberale, non credo nel protezionismo. Se noi siamo forti non ne abbiamo bisogno. Ma, detto questo, gli import dalla Cina stanno creando danni" alla nostra economia.

L'intervento di Mario Draghi

La prima sessione di lavoro del vertice informale è iniziata a metà mattina con una presentazione di Mario Draghi sull'impatto del mutevole contesto geopolitico e geoeconomico sulla competitività dell'Unione europea. Nel suo intervento davanti ai leader europei Mario Draghi "ha evidenziato il deterioramento del contesto economico da quando ha presentato il suo rapporto e l'urgenza di affrontare tutte le questioni che aveva sollevato in quella occasione", riferisce un funzionario Ue. L'ex premier italiano "si è concentrato su diversi temi chiave: la necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, il costo dell'energia, la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori e, infine, sul processo decisionale, con la possibilità di ricorrere - se necessario - alle cooperazioni rafforzate per procedere più rapidamente su alcuni di questi dossier, come previsto dai trattati", spiega ancora la fonte. Dopo l'intervento di Draghi è seguito un confronto che viene definito "molto sostanziale" con i leader, che hanno posto domande su questioni quali "le sfide agli investimenti, l'Unione dei risparmi e degli investimenti, il funzionamento del settore energetico, le linee guida sulle fusioni e il ruolo internazionale dell'euro".

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La sessione di lavoro con Enrico Letta

Si è svolta poi la sessione di lavoro con Enrico Letta, che ha presentato le sue opinioni su come sfruttare al meglio il mercato unico in un mondo in rapida evoluzione. "Il Mercato unico è la nostra migliore risposta a Trump e il fondamento della nostra sovranità. Nei settori strategici dobbiamo passare da 27 mercati a uno solo. Ciò di cui abbiamo bisogno ora è un percorso chiaro per completare il Mercato unico, con risultati rapidi e realizzazioni concrete già nel 2026, 2027 e 2028", ha detto Letta, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier. "Se non si riesce a lanciare una forte integrazione dei mercati finanziari, sarà impossibile essere sufficientemente competitivi - ha proseguito l'ex premier italiano, proponendo un "'One Market Act'", un atto di mercato unico, basato "su tre punti verticali: energia, connettività e mercati finanziari, e tre fattori abilitanti" orizzontali. "Questi tre punti verticali e orizzontali, che compongono una matrice, possono diventare il One Market Act - ha spiegato Letta - A mio avviso, oggi è fondamentale rilanciare l'integrazione interna dell'Unione Europea per rendere l'Europa più forte ed efficace".

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