Matt Murray, direttore esecutivo del giornale, ha parlato di “riassetto strategico” che, di fatto, si traduce nel lasciare a casa il 30% dei dipendenti. Jeff Bezos, proprietario del Post dal 2013, non sta riuscendo a tenere a galla la storica testata a differenza del New York Times che, con la sua svolta al digitale, ha ottenuto 1,4 milioni di nuovi abbonati nel 2025
Crisi al Washington Post. Un grosso taglio al personale colpisce una larga fetta di dipendenti, compresi circa 300 degli 800 reporter della storica testata. L’annuncio è arrivato mercoledì mattina da Matt Murray, il direttore esecutivo del quotidiano di proprietà di Jeff Bezos. "Le azioni che stiamo intraprendendo includono una riorganizzazione strategica con una riduzione significativa del personale. Le azioni sono per metter al sicuro il futuro", ha detto Murray. Di fatto si tratta di un bagno di sangue per il 30% dei dipendenti che dall’oggi al domani si ritrovano senza lavoro. Le sezioni di libri e sport chiudono definitivamente. Gli esteri e la cronaca locale sono significativamente ridotti: Lizzie Johnson, inviata di zone di guerra, è stata licenziata mentre si trova in Ucraina. Come lei anche Yeganeh Torbati, corrispondente dall’Iran e dalla Turchia, Claire Parker dal Cairo e Loveday Morris da Berlino.
I guai di Bezos
Jeff Bezos, il miliardario fondatore di Amazon, ha comprato il Washington Post nel 2013 dalla famiglia Graham per 250 milioni. Un “giornale di un’altra epoca”, come lo ha definito il direttore Matt Murray, che neanche Bezos è riuscito a trasformare e rendere al passo con i tempi. Nemmeno la svolta a destra per ottenere i favori di Donald Trump né la spesa da 75 milioni di dollari sul docufilm Melania per ingraziarsi la moglie del presidente sono bastati. Dopo i primi anni di proprietà di Bezos, in cui lo storico giornale autore dell’inchiesta Watergate sembrava riprendere quota, è arrivata una lenta e inesorabile crisi dovuta anche all’incapacità del fondatore di Amazon e dei suoi collaboratori di capire come ottenere profitti dalle pubblicazioni online e dal mondo digitale. Situazione diametralmente opposta al New York Times i cui abbonamenti digitali sono saliti di 1,4 milioni nel 2025.
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Storico ex direttore Baron: “Momento nero nella storia”
Secondo Marty Baron, l'ex direttore che ha portato al Post ben 18 Pulitzer, è "un momento nero nella storia" del quotidiano. Jeff Stein, capo della redazione economica, ha parlato di "un giorno tragico per il giornalismo, per la città di Washington e per il Paese". Il Post, dopo i tagli imposti da Bezos, continuerà a occuparsi di politica, economia e sanità, trascurando affari locali e internazionali. Cancellato anche il podcast giornaliero Post Reports. Al contrario, il nuovo assetto strategico punta a incrementare la copertura di tematiche scientifiche e tecnologiche.