Intercettata dal Corriere della Sera presso il commissariato di Sion, dove sono in corso le audizioni, la donna comproprietaria del Constellation ha rotto il silenzio: "Capisco la rabbia delle vittime, ma l'indagine accerterà la verità. E la verità aiuterà anche loro". “Non so perché Cyane tenesse il casco in testa”, ha dichiarato Jean-Marc Gabrielli, figlioccio trentenne di Jacques Moretti, nel corso della sua audizione come testimone
"Basta menzogne, specialmente quella sulla mia presunta fuga con l’incasso. Non sono mai scappata e sono qui perché pretendo la verità". Jessica Moretti, comproprietaria del club Constellation di Crans-Montana, rompe il silenzio dopo il rogo di Capodanno costato la vita a 41 persone. Intercettata dal Corriere della Sera presso il commissariato di Sion, dove sono in corso le audizioni — incluso l'interrogatorio di Jean-Marc Gabrielli — la donna ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime: "Capisco il loro dolore. Collaborerò totalmente con la giustizia perché solo la verità può aiutare tutti noi". Ha inoltre dedicato un pensiero a Cyane, la cameriera sospettata di aver innescato accidentalmente l'incendio: "Mi chiamava "tata Jessica"". Moretti e la moglie - indagati per la strage - sono al momento a piede libero, dopo che è stata versata la cauzione di 400 mila franchi. L'identità di chi abbia versato quel denaro è tuttora ignota.
La lettera dei coniugi Moretti agli ex dipendenti
I coniugi Moretti hanno anche inviato una lettera agli ex dipendenti, diffusa dai media svizzeri come Le Nouvelliste, per smentire le voci di un loro abbandono: "Eravate i nostri protetti e lo siete ancora. Ci assumiamo ogni responsabilità senza colpevolizzare nessuno. Dal primo gennaio portiamo il peso di questa tragedia e di chi non c'è più". Oggi Jessica Moretti ribadisce l'isolamento della coppia: "Siamo soli, ma era fondamentale chiarire la nostra posizione. La lettera è stata il nostro unico scudo contro le diffamazioni". Moretti e la moglie - indagati per la strage - sono al momento a piede libero, dopo che è stata versata la cauzione di 400 mila franchi. L'identità di chi abbia versato quel denaro è tuttora ignota.
Gabrielli a pm: “Non so percheé Cyane avesse il casco”
"Non so perchè Cyane tenesse il casco in testa. Era una brava ragazza, le volevo bene e non c'entra nulla con quello che è successo". Lo ha dichiarato, nel corso della sua audizione come testimone davanti ai magistrati svizzeri, Jean-Marc Gabrielli, il "figlioccio" trentenne di Jacques Moretti, difendendo la memoria della fidanzata barista Cyane Panine, morta a 24 anni nell’incendio che ha causato anche altre 40 vittime nel "Le Constellation". Per il gestore del locale, la giovane avrebbe appiccato accidentalmente il fuoco mentre indossava un casco con candele accese.
L’audizione come testimone di Gabrielli
Secondo quanto riferito all’Agi da chi era presente, l'audizione come testimone di Gabrielli è durata circa dieci ore alla presenza di una trentina di avvocati dei Paesi, i cui cittadini sono stati vittime della strage, che gli hanno posto le domande in contraddittorio assieme agli inquirenti. "Sono distrutto per Cyane e per quello che è successo. Sono arrivato intorno alle 22 per incontrarla e, quando è scoppiato il rogo, ho cercato di dare una mano ai feriti". Gabrielli, che gestiva un altro locale di Moretti, il 'Vieux Chalet', incalzato dai suoi interlocutori con molte domande sulle misure di sicurezza ha affermato che "non avevamo fatto corsi di formazione sulla sicurezza e poi io spesso lavoravo al Vieux Chalet, il locale che gestivo, e non c'ero al 'Le Constellation'. "Le stecche da biliardo sul soffitto? Erano più un rattoppo temporaneo che una ristrutturazione" ha detto a proposito del materiale con cui, come dimostrato anche da un video agli atti dell'inchiesta, era tenuto su il soffitto con la schiuma non ignifuga che in poco tempo ha trasformato la festa per l'anno nuovo in un inferno.