Secondo quanto riporta il quotidiano economico statunitense, l'azienda aerospaziale e la startup di intelligenza artificiale, entrambe di proprietà di Musk, starebbero valutando una loro fusione. I manager di SpaceX avrebbero infatti già iniziato a informare alcuni investitori dei piani allo studio. L'obiettivo del miliardario sarebbe quello di rafforzare la sua startup per l'IA e portare i data center nello spazio
L'impero di Elon Musk potrebbe assistere a una rivoluzione. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, SpaceX e xAI, entrambe di proprietà del miliardario, starebbero valutando una loro fusione in un'unica società. Secondo il quotidiano economico statunitense, i manager di SpaceX avrebbero già iniziato a informare alcuni investitori dei piani allo studio. L'obiettivo del patron di Tesla sarebbe quello di rafforzare la sua startup per l'intelligenza artificiale e portare i data center nello spazio. SpaceX è infatti il “fiore all'occhiello” di Musk e dovrebbe sbarcare a Wall Street nel 2026, in quella che si preannuncia come la maggiore initial public offering della storia. Il colosso dello spazio dovrebbe inoltre quotarsi a giugno, quando è atteso il raro allineamento dei pianeti di Giove e Venere. Mentre xAI starebbe incontrando difficoltà ad affermarsi contro rivali come OpenAI e Anthropic.
La possibile fusione tra SpaceX e xAI
Come riferisce ancora il Wall Street Journal, l'unione di SpaceX e xAI consentirebbe a Musk di provare a realizzare il suo sogno di costruire data center nello spazio. La fusione consentirebbe inoltre a xAi di rafforzarsi contando su più risorse nella corsa contro OpenAI. Il miliardario sudafricano infatti ha contribuito al lancio della startup di Altman per poi abbandonare in polemica il consiglio di amministrazione. Da allora, i rapporti fra i due leader si sono logorati e Musk ha avviato un'azione legale contro OpenAI e Altman: l'accusa è di aver violato la missione della società trasformandosi in azienda a scopo di lucro. Il patron di Tesla e SpaceX ha chiesto almeno 134 miliardi di dollari in danni.