Secondo quanto scrive The New York Times, il tycoon sarebbe menzionato in almeno 3200 documenti. Citato anche Elon Musk, che nel 2013 avrebbe chiesto di andare sull'isola dell'ex finanziere, e Bill Gates, che - affermava Epstein - avrebbe contratto una malattia venerea da "ragazze russe". I nuovi elementi svelati oggi, 30 gennaio, sarebbero dovuti arrivare oltre un mese fa, ma il complicato lavoro protezione delle informazioni sensibili delle vittime ha spinto in avanti la scadenza per la pubblicazione
Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha pubblicato nuovi documenti su Jeffrey Epstein, morto suicida nel 2019 mentre si trovava in carcere in attesa di processo, accusato di gestire una rete di traffico sessuale durata decenni, che coinvolgeva giovani donne e ragazze. Ad annunciarlo il viceprocuratore generale Todd Blanche, ex avvocato del presidente Donald Trump, che ha parlato di 3 milioni di pagine svelate nella giornata di oggi, 30 gennaio, inclusi 2mila video e 180mila immagini, tra cui il materiale pornografico trovato nei dispositivi di Epstein. Blanche prova subito a spegnere eventuali accuse di ingerenza della Casa Bianca, visti i legami passati tra il tycoon e il finanziere: "Non abbiamo protetto Trump. Non abbiamo protetto nessuno". The New York Times scrive che i nuovi file contengono almeno 3.200 documenti che menzionano il presidente Usa, come già successo in quelli resi noti in precedenza.
Trump negli Epstein files
Il nome di Trump comparirebbe ad esempio in alcune segnalazioni inviate agli investigatori in relazione al caso Epstein. Altri sono riferimenti al tycoon in articoli di giornale che sono stati inseriti nei file: Epstein e i suoi amici erano infatti soliti scambiarsi articoli e anche gli investigatori federali hanno esaminato i resoconti dei media nell'ambito delle loro indagini. Ci sono anche e-mail che fanno semplicemente riferimento a Trump: Epstein, ad esempio, discuteva regolarmente del tycoon, riflettendo anche sulle sue possibilità nelle elezioni presidenziali del 2016.
"Gates prese una malattia venerea da ragazze russe"
Anche il nome di Bill Gates compare nei nuovi documenti. Secondo quanto visionato dal Daily Mail, il magnate sarebbe rimasto contagiato da una malattia venerea dopo esser andato a letto con ragazze russe, come si evincerebbe da una mail di Epstein del 18 luglio 2013 (inviata a se stesso). "Per aggiungere la beffa al danno, mi implori di cancellare le e-mail riguardanti la tua malattia sessualmente trasmissibile, la tua richiesta di fornirti antibiotici da somministrare di nascosto a Melinda (l'ex moglie di Gates, ndr)", si leggerebbe nel testo. Gates ha in passato riconosciuto di aver incontrato Epstein, dichiarando di pentirsi di quelle frequentazioni e negando qualsiasi illecito. I documenti diffusi includono anche immagini inedite dei due insieme.
C'è anche Elon Musk
E c'è anche un riferimento a Elon Musk, che viene citato in una mail del 31 dicembre 2013, indirizzata a Epstein (il mandante non è specificato), informato del desiderio dell'imprenditore di "venire sulla tua isola". Si ipotizza si tratti di Little Saint James, nelle isole Vergini, dove alcune vittime hanno raccontato di essere state abusate e utilizzate come prostitute. Anche queste indiscrezioni sono riportate dal Daily Mail. Musk ha sempre negato qualsiasi legame con il finanziere.
Leggi anche
Epstein, i Clinton a rischio incriminazione per oltraggio a Congresso
Documenti pubblicati in ritardo
Il termine per pubblicare i documenti relativi al caso Epstein, come fissato dal Congresso, era già scaduto da oltre un mese. Il ritardo, secondo quanto riferito dall'amministrazione, è dovuto alla complicata redazione di informazioni sensibili sulle vittime. Sono ad esempio state oscurate tutte le immagini delle donne presenti, a eccezione di Ghislaine Maxwell, ex compagna e complice di Epstein, condannata a 20 anni di carcere nel 2022 per traffico di minorenni, che testimonierà sul caso davanti al Congresso il prossimo 9 febbraio. Nei nuovi file c'è anche la foto segnaletica, mai vista prima, che risale al suo arresto, nel luglio del 2020.
I dem pronti alla battaglia sui file ancora secretati
La vicenda sembra comunque non essere ancora finita. Il viceprocuratore Blanche ha precisato che al suo dicastero sono arrivate sei milioni di pagine su Epstein. Molte non sono state pubblicate perché in grado di mettere a rischio indagini federali, o perché contenenti foto di abusi su bambini o informazioni personali sulle vittime. Una spiegazione che però non convince molti osservatori che lamentano un eccessivo numero di file rimasti secretati. Impegnandosi a valutare attentamente i documenti pubblicati, i democratici sono così pronti a dare battaglia nel caso il Dipartimento di Giustizia non avesse pubblicato tutte le carte in suo possesso. Un dubbio che già serpeggia fra molti.
Epstein inviò soldi al marito dell'ex ambasciatore britannico negli Usa
Dalle carte emerge anche che Epstein ha effettuato bonifici bancari per migliaia di sterline al marito di Peter Mandelson, l'ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti rimosso in seguito allo scandalo del finanziere morto suicida in carcere. I bonifici a Reinaldo Avila da Silva risalgono a dopo il 2009, all'uscita dal carcere di Epstein dopo aver scontato una condanna di 13 mesi per prostituzione. In una email da Silva chiedeva a Epstein di pagargli la scuola di osteopatia, che costava 3.225 sterline. Successivamente gli aveva chiesto altre 10.000 sterline prima e 13.000 dopo.
Vedi anche
Epstein, Trump 8 volte sul suo jet: rilasciati 11mila nuovi documenti
Il compagno di cella di Epstein lo implorò di non impiccarsi
Il compagno di cella di Epstein a New York lo implorò di non togliersi la vita nello spazio che condividevano, secondo i documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia, che includono anche l'intervista a Efrain Reyes pochi giorno dopo la morte dell'ex finanziere. Reyes era stato trasferito in un altro carcere il giorno prima della morte di Epstein. Il suo trasferimento era stato precedentemente concordato. Reyes disse a Epstein di non impiccarsi nella loro cella: "Non voglio svegliarmi e trovarti morto", aveva detto, secondo quanto riportato da Cnn. "Non preoccuparti, non ti causerò mai problemi", gli aveva replicato Epstein.