Gli Stati Uniti hanno ufficialmente lasciato l'Organizzazione Mondiale della Sanità. A un anno esatto dall’insediamento alla Casa Bianca del presidente Donald Trump l’addio è arrivato. Trump ne aveva parlato molte volte durante la campagna elettorale e aveva avviato la procedura di abbandono tramite un ordine esecutivo proprio il primo giorno del suo secondo mandato
Nella lista dei paesi membri dell'Oms, sul sito dell'organizzazione, a fianco agli Stati Uniti da 12 mesi c’è un asterico che rimanda a una nota, in cui si chiarisce che gli Usa sono ufficialmente fuori dall’organizzazione internazionale dal 22 gennaio 2026.
L’Oms
L’Oms è l’agenzia dell’Onu che si occupa di salute e gli Stati Uniti erano tra i suoi principali funzionari: ne hanno fatto parte per ben 77 anni. Fino ad oggi erano 194 gli Stati membri, l’Italia ha aderito al Trattato istitutivo l’11 aprile 1947. Anche il Presidente argentino Milei ha annunciato la stessa decisione il 5 febbraio 2025.
L’Organizzazione impiega più di 9.400 dipendenti, divisi tra sei uffici regionali e dispone di un budget annuale di circa 4 miliardi di dollari.
Le motivazioni
La decisione di Washington, concretizzatasi con un ordine esecutivo firmato 365 giorni fa, è stata motivata dalla gestione della pandemia di COVID-19 da parte dell'agenzia delle Nazioni Unite, considerata dai repubblicani “costellata da fallimenti". Non solo, ci sarebbero anche motivazioni economiche: la quota con cui gli Stati Uniti contribuivano al funzionamento è stata giudicata troppo alta dal presidente Usa. Trump era stato molto critico con l’OMS durante la pandemia, ne aveva contestato spesso le scelte adducendo giustificazioni basate spesso su teorie antiscientifiche e complottiste. Il tycoon aveva anche accusato l’organizzazione di essere troppo accondiscendete con la Cina di Xi Jinping.
In queste ore - riporta “Politico” - dovrebbe entrare in vigore quell'ordine esecutivo anche se i funzionari dell'Oms potrebbero non accettarlo ufficialmente a causa delle quote non pagate dagli Stati Uniti negli ultimi due anni. Una settimana fa il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus - in scadenza nel 2027 - tornando sul tema con i giornalisti aveva detto che la decisione è "una perdita per gli Stati Uniti e il resto del mondo", e "mette in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti e del resto del mondo".
Possibili conseguenze
E ora, cosa cambia? Ci sono alcuni risvolti che si possono solo stimare, ma che sono anche facilmente prevedibili.
- Impatto economico. Oltre il 75% del budget biennale proviene da finanziamenti volontari versati dagli Stati membri e da numerosi attori non statali, come fondazioni filantropiche e altre istituzioni internazionali (tra cui l’UE). Gli Usa sono storicamente i principali finanziatori dell’Oms: contribuiscono al 15% circa del budget complessivo annuo e cioè finanziano l’ente per circa 400-500 milioni l’anno.
- Impatto geopolitico. Gli Usa probabilmente resteranno più isolati e lasceranno un vuoto, in termini di sfera di influenza, che potrebbe essere colmato da altre super potenze come ad esempio la Cina.
- Impatto sanitario. La disunione che si viene a creare con l’uscita degli Usa, rischia di rendere gli Stati Uniti più isolati: non farà più parte della schiera di decisori che valuteranno gli standard internazionali per farmaci e vaccini.