Introduzione
Il Canada ha sviluppato dei modelli teorici per simulare un’eventuale invasione militare da parte degli Stati Uniti d’America e quelle che sarebbero le relative opzioni di risposta in mano alle forze armate di Ottawa. Erano 100 anni che uno scenario simile non veniva preso in considerazione. Pur restando un’ipotesi altamente improbabile, le crescenti tensioni politiche tra i due Paesi, esacerbate dalle dichiarazioni ostili del presidente Usa Donald Trump, hanno spinto l’amministrazione a prenderla in considerazione.
Quello che devi sapere
Canada, la simulazione per la guerra con gli Usa: sabotaggi e droni
A rivelare l’esistenza della simulazione sono due “alti funzionari governativi”, che – mantenendo l’anonimato - hanno parlato con il quotidiano canadese The Globe and Mail. Il modello teorico parte dal presupposto che le forze Usa potrebbero prevalere rapidamente sul piano convenzionale, spingendo il Canada a ipotizzare una difesa asimmetrica basata su tattiche di guerriglia, sabotaggi e droni, simili a quelle impiegate in Afghanistan dai combattenti che si sono battuti contro eserciti tecnologicamente superiori, come le forze sovietiche e quelle statunitensi.
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Il Canada non ha il personale o le armi adatte per resistere agli Usa
I due alti funzionari governativi hanno affermato che i pianificatori militari stanno simulando un'invasione statunitense in ingresso dal confine meridionale. Si prevede che le forze americane potrebbero riuscire a superare le posizioni strategiche del Canada, sia quelle via terra che quelle via mare, entro una settimana. Anzi: potrebbero farcela in appena due giorni. Questo perché il Canada non dispone del numero di personale militare né delle attrezzature sofisticate necessarie per respingere un attacco convenzionale americano - hanno spiegato - pertanto, l'esercito prevede una guerra non convenzionale.
Una campagna insurrezionale, con “tattiche mordi e fuggi”
Più nel dettaglio, la risposta del Canada sarebbe quindi modellata una campagna di tipo insurrezionale, che include imboscate e "tattiche mordi e fuggi". The Globe and Mail precisa comunque che il modello in fase di sviluppo "costituisce un quadro concettuale e teorico, non un piano militare, che è una direttiva attuabile e graduale per l'esecuzione delle operazioni".
Trump posta una foto con il Canada con la bandiera a stelle e strisce
Intanto, i toni tra Ottawa e Washington si fanno sempre più tesi. Il 20 gennaio, Donald Trump ha postato una foto sul suo social Truth, creata con l’intelligenza artificiale, in cui è impegnato in una riunione nello Studio Ovale della Casa Bianca insieme a vari leader: la premier Giorgia Meloni, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il primo ministro inglese Keir Starmer, il segretario generale della Nato Mark Rutte, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Sullo sfondo della stanza c'è una cartina geografica degli Stati Uniti, a cui si aggiungono però alcuni nuovi territori: non solo Groenlandia e Venezuela, ma anche il Canada, tutti coperti dalla bandiera a stelle e strisce. Sembra quindi che il presidente Usa non abbia ancora mollato la presa sul Canada, a cui spesso ha fatto riferimento come “il 51esimo Stato”.
Carney a Davos: "Uniti contro intimidazione grandi potenze"
Intanto, lo stesso giorno, dal palco del World Economic Forum di Davos, il primo ministro Mark Carney, pur senza mai citare direttamente Trump, ha invitato le potenze medie del mondo a collaborare per resistere alle pressioni coercitive delle superpotenze aggressive.
Carney: "Se non sei al tavolo, finisci sul menu"
Gli eventi recenti, ha detto Carney, hanno dimostrato che “l'ordine internazionale basato sulle regole" è ormai di fatto "morto". Di conseguenza, il Canada e altri Paesi non hanno altra scelta se non creare nuove alleanze per contrastare le tattiche di pressione e intimidazione delle grandi potenze. "C'è una forte tendenza, tra i Paesi più piccoli, ad adeguarsi per evitare guai, sperando che la sottomissione garantisca sicurezza. Non sarà così", ha avvertito Carney, aggiungendo che "le potenze medie devono agire insieme, perché se non sei al tavolo, finisci nel menu". Carney ha dunque ribadito l'impegno del Canada nel rafforzare la sicurezza del fianco settentrionale e occidentale della Nato e garantendo il suo supporto a Danimarca e Groenlandia. Il discorso è stato accolto da una (rara) standing ovation.
Trump: “Il Canada vive grazie agli Usa”
Subito dopo, Trump ha lanciato un avvertimento a Carney. "Il Canada vive grazie agli Stati Uniti. Ricordatelo, Mark, la prossima volta che fai delle dichiarazioni", ha detto, dandogli dell'ingrato.
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