Nell'interrogatorio fiume davanti ai magistrati l'uomo ha scaricato le responsabilità su tutti: dal Comune che non avrebbe vigilato abbastanza ai dipendenti che portavano champagne e fuochi d'artificio al tavolo, fino ai fornitori dei pannelli infiammabili. "Sulla sicurezza non ho responsabilità, ho fatto tutto quello. che dovevo". Oggi toccherà alla moglie Jessica essere sentita dagli inquirenti
"Non ho colpe, sulla sicurezza ho fatto tutto quello che dovevo fare". Si è difeso così Jacques Moretti nelle 10 ore di colloquio con i magistrati chiamati ad acertare le responsabilità per l'incendio al Le Constellation di Crans-Montana, costato la vita a 40 persone. Moretti ha scaricato le responsabilità su tutti: dal Comune che non avrebbe vigilato abbastanza ai dipendenti che portavano champagne e fuochi d'artificio al tavolo, fino ai fornitori dei pannelli infiammabili. Un'affermazione, in particolare, ha scosso l'aula, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera: Moretti si è definito una "vittima", scatenando la rabbia dei parenti di chi in quel rogo ha perso la vita o è rimasto ferito. "Certo", ha subito precisato, "non vittime sullo stesso piano dei morti e feriti, ma soffriamo profondamente anche noi". L'uomo ha ottenuto di rimandare la fine dell'interrogatorio, lasciando che oggi sia la moglie Jessica a rispondere ai giudici sulle tante ombre che ancora avvolgono la tragedia.
I legali delle famiglie: "Molte risposte non ci hanno convinto"
Un'audizione fiume ma non risolutiva, dunque, che proseguirà in data da definire. Per ora Moretti rimane in carcere e la sua libertà, con una cauzione di 200mila franchi che un misterioso amico rimasto anonimo è disposto a pagare, è appesa a un filo. A Sion, per la seconda volta come indagato, si è trovato davanti alla procuratrice generale aggiunta del Cantone del Vallese Catherine Seppey e agli avvocati delle famiglie delle vittime. "Ha risposto a tutte le domande, ma in molti casi non ci ha convinto", ha dichiarato uno dei legali, uscendo dal palazzo di giustizia. Se nel primo interrogatorio del 9 gennaio l'argomento principale era la situazione economica familiare, per una valutazione delle misure cautelari, stavolta le domande hanno riguardato la dinamica di quel terribile rogo, divampato all'1:26 del primo gennaio dopo che una candelina pirotecnica, legata al collo di una bottiglia di champagne, ha infiammato la spugna fonoassorbente del soffitto generando un incendio generalizzato nel salone sotterraneo.
Sull'estratto conto patrimoniale appena 493 franchi svizzeri
Rimangono tanti i misteri sulla famiglia Moretti, proprietari a Crans-Montana di tre prestigiosi locali che, secondo quanto ha rivelato il programma 'Dentro la notizia' di Canale 5, sull'estratto conto patrimoniale il 31 gennaio avevano solo 493 franchi svizzeri, poco più di 500 euro. E tante sono ancora le questioni da chiarire sull'incidente: la capienza effettiva del locale, la qualità della spugna che si è infiammata improvvisamente, le procedure di evacuazione e l'idoneità delle uscite di sicurezza, tra le altre. Per alcune di queste domande la procura cercherà risposte affidando una perizia a due esperti dell'Istituto Forense di Zurigo, in collaborazione lo Swiss Safety Center, il centro di riferimento per le certificazioni di sicurezza che dovranno anche realizzare una simulazione virtuale dell'incendio e di come si è propagato.