Trump: "In Minnesota lavoro incredibile da Ice". Poi mostra foto dei "criminali"

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Il presidente degli Stati Uniti ha mostrato ai giornalisti immagini di alcuni immigrati arrestati nei raid dell'Ice, presentandoli come tra "i criminali più pericolosi al mondo". Poi ha difeso l’operato degli agenti dell’immigrazione dopo le tensioni a Minneapolis e ha parlato di agitatori pagati e criminalità organizzata. Il tycoon ha anche rivendicato i successi economici della sua amministrazione

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È iniziata in ritardo la conferenza stampa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca: attesa per le 19 ora italiana, ha preso il via con quasi 50 minuti di slittamento, in una sala stampa gremita di giornalisti e con un’attenzione concentrata soprattutto sulle recenti minacce di annessione della Groenlandia e sulle tensioni con gli alleati europei in vista di Davos. L’incontro è stato presentato come un bilancio del primo anno del secondo mandato presidenziale. Ai cronisti è stato distribuito un documento dal titolo esplicito: “365 vittorie in 365 giorni. Il ritorno del presidente Trump segna una nuova era di successi, che sintetizza la narrazione dell’amministrazione sui risultati ottenuti nei primi dodici mesi. Nonostante le aspettative legate ai dossier internazionali, l’avvio della conferenza ha preso una piega inattesa. Trump ha esordito mostrando una serie di foto segnaletiche di presunti criminali in Minnesota, arrestati dall'Ice o ricercati, in una sequenza definita surreale dagli osservatori, mentre i presenti attendevano riferimenti alla Groenlandia e ai rapporti con l’Europa. "Queste sono le persone che alcuni stanno cercando di difendere", ha spiegato. 

Trump accusa: “Agitatori professionisti e migliaia di criminali”

Nel corso della conferenza stampa, Trump è tornato sulle tensioni esplose a Minneapolis. Riferendosi alla morte di Renee Nicole Macklin Good, uccisa a sangue freddo da un agente dell'Ice, senza però mai citarla direttamente, il presidente ha parlato di un "dramma" di cui si è detto dispiaciuto, affermando però di "capire entrambe le parti", ma ha puntato il dito contro quella che ha definito un’azione organizzata da "agitatori pagati". Secondo Trump dietro le proteste sarebbero presenti figure addestrate a fomentare disordini, e non manifestanti spontanei. "Solo in Minnesota abbiamo 10mila criminali", ha dichiarato, ribadendo la linea dura della sua amministrazione sul tema dell’ordine pubblico. Poi ha ammesso per la prima volta che gli agenti dell'immigrazione dell'Ice "possono andarci giù duri e commettere qualche errore, ma può succedere", per poi affermare di essere "rimasto colpito dalla morte di quella donna", riferendosi implicitamente alla morte di Renee Good. "Ho saputo che suo padre è un tremendo sostenitore di Trump, spero che ancora lo sia, amava Trump, è terribile", ha detto.

L'attacco agli immigrati somali

Nel bilancio delle politiche contro l’immigrazione irregolare, Trump ha rivolto parole durissime alla Somalia. “Non è neppure un Paese, non hanno nulla che assomigli a un Paese. E se lo è, è considerato il peggiore al mondo”, ha continuato durante la conferenza stampa alla Casa Bianca. Il presidente ha nuovamente attaccato la deputata democratica del Minnesota Ilhan Omar, di origine somala, e gli immigrati somali, definiti “persone con un quoziente di intelligenza molto basso”, collegando il tema alle operazioni condotte in particolare in Minnesota. Il presidente ha ribadito che "non invierà piu'" fondi federali alle cosiddette "città santuario", che applicano una politica non ostile verso gli immigrati.

Il libro dei "successi" della sua amministrazione

Nel corso dell’incontro, il presidente ha comunque rivendicato con forza l’operato del suo governo. La sua l’amministrazione, ha detto, ha “ottenuto nettamente più successi” rispetto a qualsiasi altra precedente, un giudizio che il presidente ha posto al centro del racconto del suo secondo mandato. A sostegno della rivendicazione dei risultati del suo governo, Trump ha inoltre mostrato ai giornalisti un libro composto da numerose pagine, simbolo dei “successi” ottenuti dalla sua amministrazione nel primo anno alla Casa Bianca. "Nessuno ha fatto mai così tanto", ha affermato, insistendo sul bilancio positivo del suo operato. "Mia moglie pensa che sia un genio della finanza come Warren Buffett. Mia moglie ha passato tutta la vita a criticarmi perché non sono abbastanza intelligente finanziariamente, Ora, invece, mi ama di più", ha detto ancora il presidente lodando i successi ottenuti dalla sua amministrazione. "Abbiamo messo fine alla stagflazione di Biden. Non abbiamo inflazione", ha aggiunto Trump sottolineando che l'amministrazione sta attendendo la decisione della Corte Suprema sui dazi. "Non so come andrà il caso ma abbiamo incassato decine di miliardi di dollari. Se perdiamo è possibile che dovremo lavorare per restituirli", ha aggiunto.

Venezuela, Trump apre a investimenti Usa e cita Machado

Trump ha parlato anche del Venezuela, definendo positiva la collaborazione in corso con Caracas. “Sta lavorando bene con noi”, ha dichiarato, sottolineando che le aziende energetiche statunitensi sarebbero “pronte a effettuare investimenti massicci” nel Paese sudamericano. Il presidente ha rimarcato che il Venezuela possiede riserve di petrolio superiori a quelle dell’Arabia Saudita. Nel suo intervento ha inoltre lodato Maria Corina Machado, affermando che “gli piacerebbe” coinvolgerla nel futuro del Paese. Poi ha aggiunto: "Maria Machado mi ha detto che non merita" il Premio Nobel per la pace, ribadendo di essere riuscito a fermare"otto guerre". Per lui il Premio Nobel per la pace "è controllato dalla Norvegia".

Sulla Groenlandia: "Fino a che punto mi spingerò? lo scoprirete"

Non è mancata nemmeno l'ennesima sparata sulla Groenlandia."Fino a che punto mi spingerò? Lo scoprirete", ha risposto ai reporter che gli chiedevano lumi sule sue mire. E suglia alleati europei: "Non ho parlato con" Emmanuel Macron e Keir Starmer, ma "andiamo d'accordo. Devono rafforzare i loro Paesi". Allo stesso modo, però, Trump ha detto che non parteciperebbe a una riunione di emergenza del G7 a Parigi ipotizzata da Macron. Ma ha anche ribadito di crederee "che l'Onu debba continuare, perché il suo potenziale è grande".

L'affondo sulla Nato: "Senza gli Stati Uniti non è molto forte"

Rispondendo, invece, a chi gli chiedeva se fosse impegnato a mantenere gli Stati Uniti nell'alleanza si è limitato a dire:  "Se la Nato non ha gli Stati Uniti, non è molto forte". E ancora: "Ho fatto per la Nato più di qualsiasi altra persona, viva o morta". Il tycoon si è soffermato in particolare sul fatto che i membri hanno concordato di aumentare la spesa per la difesa dal 2% al 5% del Pil. "Penso che la maggior parte di voi lo dirà. Credo che potreste chiederlo al segretario generale (Mark Rutte). Lo ha detto anche lui", ha aggiunto Trump. "Ma anche la Nato deve trattarci equamente. La mia grande paura nei confronti della Nato è che spendiamo enormi quantità di denaro con essa, e so che noi verremo in loro soccorso, ma mi chiedo davvero se loro verranno in nostro soccorso o meno". Sul rischio di una rottura ha chiosato: "Qualcosa accadrà e sarà molto buona per tutti". 

Dazi, l’ipotesi di una sconfitta alla Corte Suprema

Parlando di economia, il presidente Usa non ha escluso la possibilità che la sua amministrazione possa perdere alla Corte Suprema sul tema dei dazi. “Non so quello che farà”, ha dichiarato nel briefing con i media, aggiungendo che, in caso di una decisione sfavorevole, il governo potrebbe essere costretto a ripagare “centinaia di miliardi di dollari”. Trump ha però ribadito che la conferma dei dazi sarebbe importante per la “sicurezza nazionale”. Poi ha rivendicato i risultati economici del suo governo. Grazie alla sua amministrazione, ha detto, gli Stati Uniti avrebbero “la migliore economia nella storia del nostro Paese”. Il presidente ha sostenuto che gli Usa “non sono mai stati bene come adesso”, collegando questo risultato anche alla politica sui dazi. "Se li rimuovessero, la Cina ci mangerebbe", ha spiegato. Trump ha infine citato i dati sulla riforma della macchina statale, affermando che nel primo anno del suo governo sono stati “rimossi 270 mila burocrati”. La dichiarazione arriva mentre negli Stati Uniti è in corso un dibattito sul rallentamento dell’occupazione. Poi il presidente Usa ha deplorato che il suo messaggio economico "non raggiunga" gli americani e che non gli venga riconosciuto il giusto merito per i risultati ottenuti in questo campo. "Forse ho dei pessimi addetti alle pubbliche relazioni".

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