Tassa su "abbracci" negli aeroporti inglesi, fino a 10 sterline a Londra: come funziona

Mondo
©Getty

Negli aeroporti del Regno Unito accompagnare qualcuno in auto al terminal è ormai a pagamento, con tariffe che in alcuni scali sono state aumentate e in altri introdotte per la prima volta dal 2026. La drop-off fee è giustificata con motivazioni ambientali, ma rappresenta anche una fonte di ricavi che potrebbe superare i 150 milioni di sterline l’anno

ascolta articolo

Portare un familiare o un amico in aeroporto, fermarsi qualche minuto davanti al terminal, scendere dall’auto e salutarsi: nel Regno Unito questo gesto ha un costo. Dal primo gennaio 2026, infatti, in molti scali britannici l’accesso in auto alle aree di arrivo e partenza è soggetto a una tariffa obbligatoria, anche solo per pochi minuti di sosta: in alcuni aeroporti il costo è stato aumentato, in altri la tassa è stata attivata per la prima volta. Al London City Airport, per esempio, sono previste 8 sterline per una permanenza fino a cinque minuti, che salgono a 13 sterline se si arriva al limite massimo di dieci. A Heathrow ne bastano 7 per dieci minuti, mentre a Bristol la tariffa è di 8,5 sterline.

La diffusione della drop-off fee

 

La cosiddetta drop-off fee, cioè la tariffa per lo “scarico” dei passeggeri, è diventata una prassi negli aeroporti britannici. Un’analisi del Corriere della Sera condotta sui principali scali del mondo mostra come quelli britannici siano gli unici a chiedere in modo sistematico un pagamento per pochi minuti di sosta in prossimità dell’ingresso al terminal. Le società che gestiscono gli aeroporti motivano questa scelta con ragioni ambientali: ridurre il traffico privato, incentivare i mezzi pubblici, abbattere l’inquinamento e finanziare servizi migliori.

 

Un business che pesa sui ricavi

 

Secondo alcuni addetti ai lavori, però, la spinta principale sarebbe di natura economica. I ricavi legati direttamente ai voli sono spesso regolati per legge e offrono margini limitati di guadagno. Le tariffe accessorie, come quella per il drop-off, rappresentano invece una fonte di entrate più flessibile. Nel 2026, sempre stando alle stime citate dal Corriere, la spesa complessiva per chi accompagna qualcuno in auto negli aeroporti britannici supererà i 150 milioni di sterline, senza contare taxi e servizi di trasporto come Uber.

 

Il confronto con il resto del mondo

 

Nel 2015 molti aeroporti del Regno Unito non applicavano alcun costo. Dieci anni dopo, con l’eccezione delle isole più piccole e dei titolari di contrassegno per disabili, la tassa è diventata quasi universale. A Gatwick gli aumenti sono stati progressivi fino a raggiungere le 10 sterline, con un incremento di quasi il 43% in un solo anno.
Le critiche non mancano. Secondo la Business Travel Association, si tratta della “leva di ricavo più facile”, soprattutto negli aeroporti dove il trasporto pubblico è limitato o poco disponibile nelle prime ore del mattino. Nel resto del mondo, invece, il drop-off resta gratuito: in scali come Roma Fiumicino, Milano Linate e Malpensa esistono aree dedicate che consentono fino a 15 minuti di sosta gratuita per accompagnare qualcuno al terminal.

Leggi anche

Neve in Europa, aeroporti bloccati da Amsterdam a Bruxelles

Mondo: I più letti