Proteste in Iran, ong: "Più di 50 morti". Condanna di Germania, Francia e Regno Unito

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Le proteste nel paese sono state scatenate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita. Il procuratore di Teheran ha comunicato in una dichiarazione ufficiale alla televisione di Stato che i manifestanti sorpresi in scontri violenti con le forze di sicurezza saranno puniti con la pena di morte. Continua il black-out totale di Internet. Condanna in una nota congiunta di Germania, Francia e Regno Unito

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Dopo 13 giorni di manifestazioni, il blocco quasi totale di internet, migliaia di arresti e le forze di sicurezza nelle strade, la protesta in Iran scatenata dalla crisi economica e dall'inflazione alle stelle non si ferma. Oltre 50 manifestanti sono stati uccisi in quasi due settimane di proteste nel Paese, scatenate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita. "Almeno 51 manifestanti, tra cui nove minori di 18 anni, sono stati uccisi e centinaia di altri sono rimasti feriti nei primi tredici giorni del nuovo ciclo di proteste nazionali in Iran", ha dichiarato l'Ong norvegese Iran Human Rights. Mentre il bilancio diffuso ieri era di 45 vittime. Intanto il blackout nazionale di internet imposto dalle autorità iraniane a causa delle proteste dura da oltre 24 ore, ha sottolineato oggi la Ong di monitoraggio della sicurezza informatica Netblocks. "Sono ormai trascorse 24 ore da quando l'Iran ha imposto un blackout totale di internet a livello nazionale, con la connettività ridotta all'1% del suo livello abituale", ha scritto l'organizzazione su X.

Nel frattempo, in una nota congiunta, Germania, Francia e Regno Unito hanno condannato le uccisioni di civili in Iran.

Il procuratore di Teheran: "Rischio pena morte per gli scontri"

Il procuratore di Teheran oggi ha comunicato in una dichiarazione ufficiale alla televisione di Stato iraniana che i manifestanti sorpresi in scontri violenti con le forze di sicurezza saranno puniti con la pena di morte. Secondo il procuratore, anche i manifestanti sorpresi a distruggere proprietà pubbliche, appiccare incendi o sabotare infrastrutture saranno puniti con la pena di morte. 
Intanto la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, in un discorso trasmesso dalla tv di Stato, facendo riferimento alle proteste in corso da 12 giorni, ha detto che la Repubblica Islamica "non cederà di fronte ai sabotatori". "Tutti dovrebbero sapere che la Repubblica Islamica è salita al potere con il sangue di centinaia di migliaia di persone onorevoli e non cederà di fronte ai sabotatori", ha detto Khamenei secondo  il portale con sede a Londra 'Iran International', parlando anche di elementi sostenuti dall'estero che cercano di destabilizzare il Paese.

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Merz-Macron-Starmer: "Condanniamo uccisioni manifestanti"

"Siamo profondamente preoccupati per le segnalazioni di violenza da parte delle forze di sicurezza iraniane e condanniamo fermamente l'uccisione dei manifestanti. Emmanuel Macron, Keir Starmer ed io sollecitiamo le autorità iraniane ad astenersi dalla violenza e a difendere i diritti fondamentali dei cittadini iraniani", ha detto intanto il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che rende pubblica la nota congiunta sull'Iran di Germania, Francia e Regno Unito.

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