Iran, media: "Almeno 16 morti dall'inizio delle proteste". Khamenei: "Fermare rivoltosi"
MondoAnche la scorsa notte si sono svolte manifestazioni di piazza a Teheran, con nuovi scontri nella parte occidentale dell'Iran. Continuano le proteste contro il carovita e il governo iraniano iniziate domenica scorsa, quando i negozianti hanno organizzato uno sciopero per contestare l'eccessivo costo della vita e l'inflazione alle stelle. Coinvolte 174 località. Khamenei: "I rivoltosi vanno rimessi a posto"
Almeno 15 manifestanti e un membro delle forze di sicurezza sono stati uccisi durante sette giorni di proteste in Iran, che si sono estese a 174 località in tutto il Paese, con raduni segnalati in 60 città e 25 province. Lo scrive Iran International, un media d'opposizione basato a Londra, secondo cui almeno 44 persone sono state colpite e ferite da proiettili veri o da pistole a pallini sparati dalle forze iraniane durante le proteste.
Le ultime manifestazioni
Anche la scorsa notte si sono svolte manifestazioni di piazza a Teheran, con nuovi scontri nella parte occidentale dell'Iran. Continuano le proteste contro il carovita e il governo iraniano iniziate domenica scorsa, quando i negozianti hanno organizzato uno sciopero per contestare l'eccessivo costo della vita e l'inflazione alle stelle. A loro si sono poi uniti gli studenti delle università e la protesta si è ampliata in termini di dimensioni e portata, con i manifestanti che avanzano anche richieste politiche.
Le proteste di sabato sera a Teheran sono state descritte come "limitate" dall'agenzia di stampa Fars, che ha parlato di "gruppi di 50-200 giovani". La popolazione di Teheran è di circa 10 milioni. Sono state anche segnalate manifestazioni nei distretti di Novobat e Teheran Pars nella parte orientale della capitale, Ekteban, Sadeghieh e Sattarkhan nella parte occidentale e Naziabad e Abdolabad nel sud, ha affermato Fars.
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Khamenei: "Rivoltosi vanno rimessi a posto"
Le autorità iraniane sono pronte ad ascoltare le istanze dei commercianti contro il carovita, ma le rivolte vanno soppresse. A chiarirlo è stato il l'ayatollah Alì Khameni, in una serie di post sui social media. "Protestare è legittimo, ma è diverso da una rivolta. Parliamo con i manifestanti, le autorità devono parlare con loro. Ma non ha senso parlare con un rivoltoso. I rivoltosi vanno rimessi al loro posto", ha scritto.
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Netanyahu: "Iraniani stanno prendendo in mano loro destino"
Potrebbe essere arrivata l'ora in cui gli iraniani prendono in mano il loro destino. E' l'auspicio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che questa mattina, alla riunione del suo governo, ha riferito del suo incontro della scorsa settimana con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Florida. Tra gli argomenti in discussione, proprio l'Iran. "Abbiamo ribadito la nostra posizione condivisa di arricchimento zero" dell'uranio, "la necessità di rimuovere i 400 chilogrammi di materiale arricchito dall'Iran e di sottoporre i siti a una supervisione rigorosa e genuina", ha raccontato a quanto riferisce il Times of Israel. "Ci identifichiamo con la lotta del popolo iraniano, con le sue aspirazioni per la liberta' e la giustizia", ha assicurato, "è del tutto possibile che siamo al momento in cui il popolo iraniano sta prendendo in mano il proprio destino".