Guerra Ucraina, come reagirà Putin all’uso di armi Nato in Russia? Il parere degli esperti
MondoIntroduzione
Fonti Usa hanno confermato che Kiev ha utilizzato armi statunitensi per colpire all'interno della Russia. Adesso gli analisti si chiedono come reagirà il presidente russo Vladimir Putin. In un’intervista, il leader del Cremlino ha sottolineato che la consegna di armi occidentali all'Ucraina è un "passo molto pericoloso". Ma prevedere le sue mosse resta un’operazione difficile. I russi “hanno paura quanto noi di una escalation, per questo i timori occidentali non si sono rivelati corretti negli ultimi due anni”, ha spiegato un esperto
Quello che devi sapere
GLI ATTACCHI CON ARMI USA
- L'Ucraina ha utilizzato armi statunitensi per colpire all'interno della Russia negli ultimi giorni. La notizia, che circolava già da martedì, è stata confermata all'Ap da un senatore Usa e da un funzionario occidentale a conoscenza della vicenda. Secondo l'agenzia, le armi sono state utilizzate dopo il via libera del presidente Usa Joe Biden sull'uso di armi americane per colpire in territorio russo, allo scopo limitato di difendere Kharkiv. Il funzionario ha parlato chiedendo di rimanere anonimo, mentre il senatore è il repubblicano Mike Rounds, membro del Comitato per i servizi armati del Senato, che ha confermato gli attacchi ma non ha detto come ne è stato informato. Anche altri Paesi della Nato, tra cui la Francia, hanno dato l’assenso all'uso da parte delle forze di Kiev di armi fornite da loro per colpire il territorio russo
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COME REAGIRÀ PUTIN?
- Adesso gli analisti si chiedono come reagirà il presidente russo Vladimir Putin agli attacchi sul territorio russo con armi Nato. Se e quando considererà superata la linea rossa di cui il Cremlino ha parlato doverse volte. In un’intervista all’Ansa e ad alcune delle principali agenzie internazionali, il leader russo ha sottolineato che la consegna di armi occidentali all'Ucraina è un "passo molto pericoloso". "Consegnare armi in una zona di guerra è sempre un male. Ancor di più se chi consegna le controlla anche", ha detto. E ha aggiunto: se gli Stati Uniti smetteranno di fornire armi all'Ucraina, "il conflitto finirà nel giro di due o massimo tre mesi". Ha poi spiegato che Mosca potrebbe reagire all'uso da parte di Kiev di missili occidentali contro il suo territorio fornendo a sua volta le stesse armi "nelle regioni del mondo da dove verranno sferrati attacchi sensibili a siti di quei Paesi che forniscono armi all'Ucraina", vale a dire della Nato. Questo, ha detto ancora Putin, potrebbe portare a "problemi molto seri". La Russia ha anche messo in guardia gli Stati Uniti dal commettere "errori fatali", ma Joe Biden in un'intervista al Time ha detto di non ritenere che ci sia il pericolo di una guerra con Mosca. Per arrivare alla pace, ha aggiunto il presidente americano, bisogna "assicurarsi che la Russia non occupi mai, mai, mai, mai l'Ucraina"
Per approfondire: Putin: “Potremmo fornire armi per colpire Paesi Nato. Uso nucleare? Tutto per difenderci"
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GLI SCENARI
- Per cercare di capire cosa potrebbe succedere e come Putin potrebbe reagire, Newsweek ha intervistato alcuni esperti. Tra questi c’è Nicolò Fasola, professore di Relazioni internazionali all'Università di Bologna e autore di un libro sulla strategia russa nella guerra in Ucraina, dal titolo Reinterpreting Russia's Strategic Culture: The Russian Way of War. “Ci sarà un momento in cui secondo la Russia verrà oltrepassata la linea rossa e allora ci saranno conseguenze rilevanti”, ha detto il docente. Che ha spiegato come Mosca potrebbe considerare alcune mosse come “un notevole passo avanti nell'escalation”. Secondo il professore, “la Russia potrebbe decidere di condurre una serie di attacchi su diversi obiettivi e potrebbe potenzialmente prendere di mira le risorse ucraine in territorio polacco oppure potrebbe optare per l'uso dimostrativo di armi nucleari tattiche”
L’ESCALATION
- Tuttavia, Fasola ha sottolineato che i russi “hanno paura quanto noi di una escalation”. Ed è questo, ha spiegato, il motivo per il quale i timori occidentali di un’escalation russa “non si sono rivelati corretti negli ultimi due anni”. Diverse volte, infatti, la Russia ha minacciato mosse che poi non sono arrivate. Tuttavia, come sottolineano diversi esperti, prevedere le mosse di Putin rimane un’operazione difficile
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DOVE POTREBBE COLPIRE PUTIN
- Newsweek ha intervistato anche Matthew Hoh, direttore associato dell'Eisenhower Media Network. Secondo l’esperto, Mosca potrebbe colpire le strutture in territorio ucraino in cui le truppe Nato addestrano i militari di Kiev oppure dove forniscono assistenza nelle funzioni di comando. Oppure, ha aggiunto, Mosca potrebbe abbattere aerei da ricognizione e droni della Nato. O ancora distruggere veicoli logistici della Nato, come quelli che portano armi e materiali in Ucraina. Il pericolo più grande, ha però sottolineato Hoh, “è cosa accadrebbe se le armi fornite dall’Occidente colpissero un obiettivo civile, ad esempio un scuola piena di bambini russi. Come risponderebbe allora la Russia?”. Per il momento, ha chiarito l’esperto, “io non credo che la Russia arriverà al punto di attaccare obiettivi militari occidentali fuori dall’Ucraina. Non credo che i russi vogliano quel tipo di escalation, ma per i vantaggi estremamente limitati che queste armi forniranno, i rischi sono troppo grossi”
LA CRIMEA
- Secondo Zev Faintuch, analista della società di sicurezza Global Guardian, è interessante guardare alla Crimea: “Visto che Putin considera la Crimea territorio russo, la linea rossa è già stata superata”, ha detto riferendosi agli attacchi nella penisola occupata dal 2014. “Gli obiettivi raggiunti in Crimea saranno gli stessi di quelli a Belgorod, Bryansk, Kursk e altre regioni vicine. Cosa può davvero fare di più Mosca?”. L’esperto ha aggiunto che “abbiamo già visto la Russia esercitarsi nell’uso di armi nucleari tattiche. Ed è improbabile che la Russia sferrerà un attacco cinetico contro un Paese Nato in modo convenzionale e soprattutto riconducibile a essa”
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COS’È CAMBIATO
- Secondo Faintuch, ciò che ha spinto gli usa e altri Paesi a concedere all’Ucraina l’uso delle proprie armi in territorio russo è stata “l'introduzione da parte della Russia di bombe plananti pesanti nel mix”. Ha aggiunto: “Sono economiche, abbondanti e quasi impossibili da abbattere una volta sganciate. L'unico vero modo per fermare questi attacchi è eliminare i bombardieri in cielo, o meglio ancora, mentre sono ancora a terra”. Ed è qui che le armi occidentali potranno essere d’aiuto per l’Ucraina. Kiev, infatti, “ha bisogno di colpire i punti in cui queste bombe sono posizionate all’interno del territorio russo. In questo gli aerei da combattimento saranno una manna”
LA CINA
- Per ipotizzare come Putin reagirà alle armi occidentali, poi, non si può sottovalutare il ruolo della Cina: senza Pechino, infatti, Mosca avrebbe molte difficoltà a proseguire il conflitto, ma Pechino - anche per questioni economiche - non ha interesse a far precipitare i rapporti con Usa ed Europa
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