Guerra Medioriente, Hamas rigetta l'ultima bozza del piano per la tregua

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La Radio militare israeliana, citata dai media, ha riferito, in base ad un rapporto senza fonte, che Hamas avrebbe risposto negativamente a una proposta di accordo per un cessate il fuoco temporaneo e il rilascio degli ostaggi. Il capo di Hamas, Ismail Haniyeh, in un discorso televisivo a Beirut afferma che il gruppo "mostra flessibilità nei colloqui" per un potenziale accordo ma è anche "pronto a continuare a combattere". Il bilancio delle vittime nella Striscia sale a 29.954 morti

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Ministro Esteri Anp: 'Non ci aspettiamo miracoli a Mosca'

Non bisogna aspettarsi "miracoli" dalla riunione della fazioni palestinesi, tra cui Hamas, Fatah e Jihad Islamica, in programma da domani a Mosca. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Riyad al-Maliki, mentre avanza l'ipotesi che potrebbe nascere entro la fine della settimana un nuovo governo dell'Autorità palestinese dopo le dimissioni del premier, Mohammad Shtayyeh. "Ci auguriamo che si possano ottenere buoni risultati in termini di comprensione reciproca tra tutte le fazioni sulla necessità di sostenere il governo tecnico che emergerà. Naturalmente non ci aspettiamo che avvengano miracoli in un semplice incontro a Mosca, ma credo che l'incontro di Mosca dovrebbe essere seguito presto da altri incontri nella regione", ha dichiarato al-Maliki, parlando a margine del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra.



Iran: satellite iraniano sara' lanciato in orbita da razzo russo

Un veicolo di lancio spaziale russo mandera' in orbita un satellite iraniano domani. Lo ha riferito ai media statali il ministro iraniano dell'Informazione e delle Comunicazioni, Issa Zarepour. La collaborazione tra Teheran e Mosca in campo aerospaziale, cominciata da almeno due anni, desta la preoccupazione di Washington che teme i rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi anche sulla sicurezza. Stando a recenti valutazioni dell'intelligence Usa, citate dai media, tali lanci potrebbero accelerare i tempi di sviluppo di missili balistici intercontinentali da parte di Teheran che, d'altra parte, sta portando avanti anche il suo programma nucleare. 



Qatar: 'Palestinesi a Gaza fatti morire di fame deliberatamente'

Il Qatar ha sostenuto che i palestinesi nella Striscia di Gaza vengono "deliberatamente" fatti morire di fame. Gli aiuti ammessi nel territorio palestinese rappresentano solo una "parte molto piccola" di quanto necessario, ma non c'è stata "una vera pressione" da parte della comunità internazionale, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Majed al-Ansari. "La deliberata morte per fame del popolo palestinese non può essere tollerata e la comunità internazionale deve opporsi a questo problema", ha aggiunto dopo che Human Rights Watch ha accusato il governo israeliano di ostacolare la fornitura di aiuti. 

Abbas riceve capo Unrwa: 'Riprendere finanziamenti per bene palestinesi'

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas ha ricevuto oggi a Ramallah il commissario generale dell'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, Philippe Lazzarini. Come riporta l'agenzia di stampa Wafa, il leader dell'Anp ha condannato fermamente la campagna condotta dal governo israeliano contro l'Unrwa che ''fornisce servizi fondamentali ai rifugiati palestinesi in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite''. Il presidente dell'Anp ha inoltre invitato tutti i paesi che hanno sospeso i finanziamenti all'Unrwa a ''revocare immediatamente la loro decisione per il bene dei milioni di palestinesi che fanno molto affidamento sui servizi dell’agenzia''.

Katz risponde a Lula: 'Vergognati e chiedi scusa'

"Vergognati e chiedi scusa". Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz risponde così al presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che in una intervista tv ha accusato il premier israeliano Benyamin Netanyahu di commettere "un genocidio a Gaza" e in un'intervista all'emittente ENoticia 

Lula, ricorda Katz, ha negato di aver usato la parola Olocausto. Ma ha detto "che la giusta guerra di Israele contro Hamas a Gaza è la stessa cosa che Hitler e i nazisti hanno fatto agli ebrei e ferito la memoria dei 6 milioni di ebrei che furono assassinati nell'Olocausto. Non dimenticheremo né perdoneremo. Vergognati e chiedi scusa", ha scritto Katz sul social X. 

Francia: 'Inflazione è finita, guerre principale preoccupazione'

"L'inflazione è finita in Europa, negli Stati Uniti" e altrove. "Ora le principali preoccupazioni sono le tensioni geopolitiche, in Ucraina, nel Mar Rosso, in Medio oriente, che costituiscono la principale preoccupazione". Lo ha detto il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire a margine del G20 Economia a San Paolo. 

Onu: "Almeno 576.000 persone a Gaza ad un passo dalla carestia"

"Almeno 576.000 persone a Gaza, un quarto della popolazione, sono a un passo dalla carestia". A lanciare l'allarme è Ramesh Rajasingham, vice capo dell'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite (Ocha). Al Consiglio di Sicurezza Onu ha spiegato che un bambino su sei sotto i due anni nel nord di Gaza soffre di malnutrizione acuta e deperimento, e praticamente tutti i 2,3 milioni di persone nell'enclave palestinese fanno affidamento su aiuti alimentari "tristemente inadeguati" per sopravvivere. Rajasingham ha aggiunto che le Nazioni Unite e i gruppi umanitari devono affrontare "ostacoli enormi solo per portare il minimo indispensabile di rifornimenti a Gaza". 

Guerra Medioriente, l'ottimismo di Biden sulla tregua ha vita breve. VIDEO

Lula torna ad attaccare Netanyahu: "Sta commettendo un genocidio"

Il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha ribadito ancora una volta le sue critiche al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha nuovamente accusato di commettere un "genocidio" nella Striscia di Gaza, dove sono già morte quasi 30mila persone. "Voglio dirlo forte e chiaro. Netanyahu sta commettendo un genocidio", ha rimarcato Lula, respingendo l'etichetta di 'antisemita' ed assicurando di saper distinguere tra "l'atteggiamento di un popolo e le azioni di un governante", in un'intervista per RedeTV!.

Lula

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Egitto a Gb: "Fare pressione su Israele per una tregua a Gaza"

In un colloquio telefonico con il segretario di Stato britannico per il Medio Oriente e il Nord Africa, Tariq Ahmed, il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry ha concordato di proseguire le consultazioni per ridurre le conseguenze della crisi a Gaza e garantire il passaggio degli aiuti alla popolazione. Il ministro Shoukry - riporta il suo portavoce Ahmed Abu Zeid - ha sottolineato al ministro britannico la "responsabilità giuridica, umanitaria e morale della comunità internazionale nel porre fine a questa crisi umanitaria e porre fine una volta per tutte alle violazioni e agli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza, in conformità con le disposizioni del diritto internazionale, come così come le disposizioni delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell'Assemblea Generale relative alla situazione a Gaza, e le misure temporanee imposte dalla Corte Internazionale di Giustizia".  "La sofferenza della popolazione aumenta di giorno in giorno - ha aggiunto Shoukry - ed è necessario che la comunità internazionale faccia pressione su Israele affinché rimuova gli ostacoli alla sua sopravvivenza". "La fame, gli attacchi e i maltrattamenti - ha detto - "superano tutti i limiti del concetto di umanità e solleva molte domande sulla credibilità della comunità internazionale e sui meccanismi di funzionamento del sistema internazionale". Il ministro Shoukry e il segretario di Stato britannico hanno poi scambiato "valutazioni e visioni sugli sforzi per raggiungere un nuovo accordo volto a calmare la situazione a Gaza", "la necessità di continuare ad intensificare gli sforzi per attuare la tregua il più rapidamente possibile e per lo scambio tra ostaggi e prigionieri, al fine di raggiungere un cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza" ed "evitare qualunque operazione militare di terra nella città palestinese di Rafah", che avrebbe "catastrofiche ripercussioni umanitarie" e "in termini di sicurezza per la stabilità della regione". 

Ria: "Base Usa in Siria attaccata con missili e un drone kamikaze"

La base americana nel giacimento petrolifero di Omar, nella provincia di Deir ez-Zor, nella Siria orientale, è stata attaccata da missili e un drone kamikaze. Lo ha detto una fonte locale all'agenzia russa Ria Novosti, aggiungendo che gli aerei statunitensi hanno attaccato le forze alleate dell'esercito siriano a Deir ez-Zor in risposta al bombardamento.

L'attacco non è stato al momento rivendicato. Dall'inizio dell'escalation del conflitto israelo-palestinese, le basi statunitensi che guidano la coalizione internazionale in Iraq, così come le truppe americane in Siria, vengono regolarmente attaccate da gruppi armati sciiti che operano in Iraq.

Haaretz: "Carri armati dell'Idf hanno sparato 5 volte per errore contro il territorio di Israele"

I carri armati delle Forze di difesa israeliane (Idf) hanno sparato non intenzionalmente contro il territorio dello Stato ebraico almeno cinque volte dall'inizio della guerra a Gaza. Lo rivela il sito di Haaretz, precisando che in un'occasione due proiettili sono stati sparati contro il kibbutz Hanita, lungo il confine tra Israele e Libano, danneggiando due abitazioni. In un altro episodio, un proiettile sparato da Gaza ha colpito il municipio di Sderot. Le Idf hanno commentato la notizia, affermando che "sono state apprese le lezioni necessarie".

Idf: "160 pacchi di cibo e attrezzature mediche sono stati lanciati per via aerea nel sud di Gaza e nell'ospedale da campo giordano a Khan Yunis"

Al-Sisi: speriamo in accordo su cessate il fuoco nei prossimi giorni

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha espresso la speranza che ci possa essere a breve un accordo per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. "Speriamo che nei prossimi giorni arriveremo al cessate il fuoco e che ci sarà autentico sollievo per la popolazione di Gaza", ha affermato, stando al sito Ynet. A riferirne è Times of Israel.

Sunak: governo Gb sostiene la posizione Usa sulla tregua a Gaza

Il primo ministro Tory britannico, Rishi Sunak, ha affermato nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni che il suo governo "sostiene la bozza di risoluzione degli Usa" in favore di una tregua immediata nella Striscia di Gaza ed è "orgoglioso" degli aiuti umanitari che il Regno Unito fornisce "per salvare vite" fra la popolazione civile palestinese. Incalzato dal capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell'Snp, Stephen Flynn, favorevole a una posizione più netta sulla richiesta di un cessate il fuoco tout court da parte delle forze israeliane, Sunak ha tuttavia liquidato "un cessate il fuoco destinato a collassare in pochi giorni" come qualcosa che "non è nell'interesse di nessuno". Il Question Time ha visto anche un rovente botta e risposta sullo sfondo delle reazioni all'escalation bellica israelo-palestinese, fra lo stesso premier e il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer. Sostanzialmente allineati sulle cautele verso Israele, ma fortemente polemici l'uno verso l'altro sulle ricadute del conflitto sul fronte interno britannico. Con Starmer che è tornato ad accusare il partito di governo di cavalcare sentimenti di "islamofobia", malgrado la recente espulsione decisa da Sunak del deputato Lee Anderson, il quale aveva bollato il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, come una sorta di burattino "degli islamisti" solo per le sue radici familiari pachistane. E il primo ministro che ha replicato imputando al Labour di non voler fare davvero i conti con "l'antisemitismo" rinfacciate a parte della sua base militante filo-palestinese.

Hamas: 'Molta strada da fare prima di accordo su cessate il fuoco'

C'è ancora molta strada da fare per garantire un potenziale accordo di cessate il fuoco con Israele. Lo ha detto ad al Jazeera Basem Naim, capo delle relazioni politiche e internazionali di Hamas, aggiungendo che “il divario è ancora ampio. Dobbiamo discutere molti punti con i mediatori”.

Secondo l'alto funzionario del gruppo palestinese, l'ottimisco dell’amministrazione Biden non è “legato alla realtà sul campo”, ma ha più a che fare con considerazioni di politica interna in un anno elettorale. “Se gli americani vogliono essere davvero ottimisti, devono porre fine al gioco dei doppi standard”. “Dicono di volere un cessate il fuoco e di evitare di allargare il conflitto nella regione - ha concluso - ma allo stesso tempo stanno usando il loro veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e stanno fornendo miliardi di dollari e più munizioni a Israele".

Tajani, "tregua difficile ma lavorare per realizzarla"

"Gli accordi sono sempre difficili ma occorre lavorare perché si realizzino": lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo a una domanda sui negoziati per una tregua tra Hamas e Israele. "Bisogna sempre impegnarsi anche quando le cose sembrano difficili perché una via di uscita si può sempre trovare.

Al Sisi, con Gaza fino alla creazione di uno Stato palestinese

"Continueremo a sostenere la causa palestinese fino al riconoscimento di uno stato palestinese indipendente ai confini fissati il 4 giugno 1967". Lo ha ribadito il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi in un discorso in occasione della quinta edizione della manifestazione 'Abili con differenze' dedicata alla disabilità.  "Speriamo che il valico di Rafah sia sempre una via per fornire aiuti alla Striscia di Gaza", ha aggiunto.

Idf, lanci aerei di 160 pacchi di aiuti in 17 località

L'Idf afferma di aver coordinato il lancio di cibo e forniture mediche da parte di diverse nazioni nel sud della Striscia di Gaza negli ultimi due giorni, lo scrive il Times of Israel. Circa 160 pacchi di aiuti umanitari sono stati lanciati in 17 località lungo la costa meridionale della Striscia di Gaza, utilizzando aerei americani, egiziani, degli Emirati, francesi e giordani, afferma l'esercito israeliano. Ulteriori pacchi di cibo, forniture mediche e carburante sono stati lanciati anche in un ospedale da campo giordano a Khan Younis. L'Idf afferma che il lancio si aggiunge ai camion di aiuti umanitari che entrano quotidianamente nella Striscia.

Hamas, 'le previsioni di Biden sulla tregua un pio desiderio'

Le parole del presidente americano Joe Biden su un imminente cessate il fuoco tra Israele e Hamas è un "pio desiderio, legato forse a affari interni in vista delle elezioni americane". Lo ha sottolineato a Sky News un portavoce del gruppo palestinese, Basem Naim, capo del Consiglio per le relazioni internazionali dell'organizzazione a Gaza. Parlando a The World, Naim ha detto che il gruppo spera di raggiungere un accordo entro il Ramadan, che dovrebbe iniziare la sera di domenica 10 marzo ma le affermazioni di Biden non hanno nulla a che fare con la realtà: "Penso che ci siano ancora dei divari tra ciò che chiediamo e ciò che viene proposto". Naim si è poi rifiutato di rispondere alle domande su dove si trovi il leader di Hamas Yahya Sinwar, dicendo che il gruppo ha il diritto di proteggerlo.

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