
Francia, ancora proteste sulle pensioni: rinviata la visita di re Carlo III
Il presidente francese ha rinviato l'attesa prima visita del monarca inglese che sarebbe dovuta cominciare domenica. Un segnale di debolezza, sottolinea l'opposizione. "Di buon senso", ribatte l'Eliseo. Intanto però si apre un piccolo spiraglio: "Sono a disposizione dei sindacati", ha detto Macron

In Francia proseguono le proteste sulla riforma delle pensioni voluta dal presidente Macron. E dopo ieri, dopo la giornata più dura, con manifestazioni ovunque, centinaia di incendi, quasi 500 fermati e altrettanti feriti, il capo dell’Eliseo ha rinviato l'attesa prima visita di re Carlo III in Francia che sarebbe dovuta cominciare domenica. Un segnale di debolezza, sottolinea l'opposizione. "Di buon senso", ribatte l'Eliseo
Proteste in Francia, Re Carlo III rinvia la visita a Parigi e l'incontro con Macron
Intanto però si apre un piccolo spiraglio: "Sono a disposizione dei sindacati", ha detto da Bruxelles, dove era impegnato per il Consiglio europeo, Macron stesso
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Sulla visita di Re Carlo III d’Inghilterra in Francia, l’Eliseo ha fatto sapere che verrà riprogrammata “all'inizio dell'estate in base alle nostre agende. Non saremmo stati seri se avessimo proposto al re e alla regina consorte di venire a fare una visita di Stato in mezzo alle manifestazioni". Carlo e Camilla, da parte loro, "si rallegrano dell'opportunità di recarsi in Francia appena sarà possibile trovare delle date"

"È una vergona per il nostro Paese", ha detto il presidente dei Republicains, Eric Ciotti. "Il mondo intero ci guarda con smarrimento, questo rinvio è rivelatore del calo del nostro livello internazionale"

Intanto a Parigi, sommersa dall'immondizia, con le pompe di benzina che cominciano a lamentare penuria di carburante e i voli annullati a Orly e Charles de Gaulle, è risuonato il grido d'allarme del Comune: "La situazione della capitale è molto preoccupante - ha detto Emmanuel Grégoire, vice di Anne Hidalgo - non si può andare avanti così ancora per molti giorni, c'è una situazione quasi insurrezionale"

Nonostante l’apertura di Macron, rimane prevista per martedì prossimo la decima giornata di mobilitazione

"Ho dato la disponibilità a fare passi avanti su temi come i lavori usuranti, il fine carriera, le riconversioni, l'evoluzione dei percorsi professionali, le condizioni di lavoro, le remunerazioni di alcuni settori. Sono quindi a disposizione dei sindacati se vorranno venire ad incontrarmi per andare avanti su tutti questi temi. Per il resto, la riforma delle pensioni è davanti al Consiglio costituzionale ed è chiaro che ora aspettiamo la sua decisione entro un mese”, ha detto il presidente

Un'ipotesi di tregua? Al sindacato non basta. Almeno ufficialmente. Però Laurent Berger, il segretario della Cfdt che mercoledì si è infuriato quando Macron ha accusato lui e gli altri leader di "non avergli proposto alcun compromesso", non ha chiuso la porta: "Per calmare le acque - ha detto - chiediamo a Macron di mettere in pausa per 6 mesi la riforma delle pensioni"
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