Qatargate, moglie e figlia Panzeri restano agli arresti domiciliari in Italia

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A pochi giorni dall’accordo firmato dall’ex eurodeputato (considerato il grande macchinatore del sistema di corruzione in seno al Parlamento Ue) con gli inquirenti belgi, Bruxelles rinuncia alla consegna di Silvia Panzeri e Maria Dolores Colleoni

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L'intesa tra Pier Antonio Panzeri, l'ex eurodeputato coinvolto nel Qatargate, e la giustizia belga che già aveva portato ad uno sconto di pena, ha condotto le autorità belghe a rinunciare alla consegna di sua moglie e della figlia. Oggi gli investigatori belgi che indagano sul sistema corruttivo che ha coinvolto alcuni parlamentari o ex parlamentari europei e che ha portato in carcere l'ex eurodeputato Antonio Panzeri, l'ex suo collaboratore Francesco Giorgi, e l'ex vice presidente Ue Eva Kaili e che, in Italia, ha portato ai domiciliari la moglie e la figlia dell' stesso Panzeri e la commercialista di famiglia, saranno in Procura a Milano, dove si sta valutando l'eventuale apertura di un fascicolo autonomo per riciclaggio.

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Dopo lo sconto di pena a un anno di carcere per Panzeri, dunque, la prima concessione è per la moglie Maria Dolores Colleoni e la figlia Silvia, che presto potrebbero essere libere. Nel giorno dell'auto-difesa sul proscenio del Parlamento europeo di Andrea Cozzolino, gettato nel calderone politico del Qatargate dall'ex collega Pier Antonio Panzeri, l'accordo di collaborazione tra l'ex eurodeputato pentito e la giustizia belga sembra iniziare a dare i suoi frutti con la procura federale del Belgio che ha deciso di rinunciare alla consegna delle due donne finora ai domiciliari in Italia. Un atto sul quale si attende ora un chiarimento da parte della Corte d'Appello di Brescia per capire se entrambe potranno tornare in libertà. Un colpo di scena che potrebbe preannunciarne altri, tanto che il legale della ex vicepresidente del Parlamento Europeo Eva Kaili, Mihalis Dimitrakopoulos, si è affrettato a predire l'annuncio da parte dell'"inaffidabile" collaboratore di giustizia Panzeri di altri politici invischiati nella trama di corruzione.  

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